Si registra una flessione dei reati nel primo trimestre del 2019

Cronaca

La direzione centrale della Polizia criminale ha divulgato i dati concernenti la commissione della gamma dei reati, nel complesso si attesta una linea generale di decremento, soprattutto per i reati gravi: omicidi, furti, rapine e stupri

di Monica Montanaro

Mentre il ministro dell’Interno Matteo Salvini, esulta per i risultati raggiunti nei primi mesi del suo mandato come responsabile del Viminale, poiché, nel giro del suo tour elettorale, informa costantemente la platea degli elettori uditori, elencando i numerosi provvedimenti adottati riconducibili alla Lega. Nell’ultima tappa a Roma, durante un comizio mentre esternava il suo soliloquio propagandistico, Salvini ha consultato un documento, condividendone il contenuto con il pubblico presente, estrapolando dallo stesso la lista dei reati commessi nel primo trimestre di quest’anno, reato per reato, con la relativa percentuale di riferimento, il responso emerso è stato più che positivo, poiché i dati registrati attestano, nella maggioranza delle voci di reato, un decremento consistente. Secondo i dati emessi dalla direzione centrale della Polizia criminale, afferenti la commissione dei reati registrati in Italia nel primo trimestre del 2019, si può evincere, raffrontandoli con quelli del primo trimestre del 2018, una tendenza generale di riduzione, in media del 15% rispetto all’anno precedente.

Dunque, un abbassamento delle percentuali rapportabili alla vasta gamma di reati esistenti nel nostro codice penale, particolarmente di quelli che hanno maggiore incidenza in senso distruttivo, in primis gli omicidi, i furti, le rapine, gli stupri, e i reati di tipo informatico. L’unico dato in controtendenza, ovvero che riporta una percentuale in espansione, è quello attinente i reati degli incendi dolosi.

Scandagliando voce per voce, si evince che il reato di omicidio è calato al -12,2% (dal mese di gennaio a marzo si sono verificati 72 omicidi, dieci in meno rispetto ai primi mesi del 2018), in discesa anche il tentato omicidio che si attesta al -16,2%.

Un dato che desta soddisfazione e sollievo, dopo tre anni in cui era in rialzo, è quello in riferimento al reato di violenza sessuale, che riporta la percentuale del -32,1%, infatti i casi di stupro denunciati nel primo trimestre del 2019 ammontano a 767, una congrua diminuzione comparandoli a quelli del medesimo periodo del 2018, attestati al numero di 1.130 eventi di violenza carnale.

Si registra, inoltre, in cospicua flessione il dato associato alle rapine, ossia -20,9% (6.053 casi avvenuti nel periodo a cavallo di gennaio e marzo 2019, rispetto ai 7.653 dello stesso trimestre 2018), nella fattispecie emerge un dato più rilevante per le rapine in strada -25%, per i furti generici il numero registrato riporta una compressione del -15,1% (i dati a raffronto sono: 252.603 casi riscontrati nel 2019 a fronte dei 297.698 casi acclarati nel 2018, compiuti nel primo trimestre dei rispettivi anni). Nel dettaglio, il dato degli scippi è calato, e si attesta al -19,3%, quello dei furti nelle abitazioni private è al -18,8%, quello dei furti nelle automobili è al 8,8%.

Sempre registrati in discesa i reati per lesioni dolose (-21,8%), il numero riscontrato nel periodo tra gennaio e marzo 2019 nel compimento di tale reato è di 11.092 casi, rispetto ai 14.187 verificatisi nel medesimo periodo del 2018. Un altro dato che richiama l’attenzione per la percentuale in notevole calo, in riferimento al reato di sfruttamento della prostituzione e al reato di pornografia minorile (-42%). Mentre più flebile è la differenza tra il dato percentuale che registra un calo tra i primi due trimestri del 2019 e del 2018, attinente ai reati in tema di stupefacenti (-9,9%), mentre l’anno precedente aveva registrato una leggero aumento. Anche il reato dell’usura subisce una diminuzione cospicua (-47%), medesimo rilievo per quanto concerne il reato di ricettazione (-29.8%), e per il contrabbando (-26,3%), quest’ultimo reato nel 2018 era incrementato del 18,6%. Dopo una tendenza in ascesa avvenuta negli ultimi tre anni rispetto alla commissione del reato nel campo delle frodi informatiche, il primo trimestre 2019 registra un cambio di rotta, difatti, si è rilevato che il reato in esame ha subito un decremento del 8,3%, il numero preciso dei casi commessi corrisponde a 43.852.

Il dato discordante all’interno della lista approntata dalla Polizia criminale, riguarda la sezione concernete il reato degli incendi dolosi, risultante in incremento del +23,5%.

Malgrado gli ultimi giorni abbiano registrato un trend criminogeno negativo, in seguito agli eventi delittuosi particolarmente cruenti avvenuti nel nostro Paese, senza alcuna discriminazione territoriale, che hanno falcidiato la vita di una bambina, che versa attualmente in condizioni precarie di salute, la tendenza generale relativa al compimento dei reati in Italia, registra nel complesso un rilievo positivo, tale dato sociologico è da imputare sicuramente alla linea politica intrapresa dal neo ministro dell’Interno Matteo Salvini, il quale ha impresso una svolta di tipo securitario, poiché ha rafforzato la presenza effettiva delle forze dell’ordine e di quelle armate che presidiano capillarmente il territorio nazionale, soprattutto nelle aree più vulnerabili,  ed adottando un approccio conservativo, prevenendo, in tal senso, i reati di spaccio di sostanze stupefacenti, soprattutto presso le scuole frequentate dalla classe giovanile.  Il ministro Salvini, ha contribuito precipuamente all’approvazione di una legge, il dl sicurezza, che prevede una maggiorazione congrua delle pene per una sfilza di reati sensibili. Nonostante i suoi detrattori, appartenenti, pressoché, all’opposizione politica di sinistra, vogliano attribuirli fallimenti, in quanto, per essi, il ministro dell’Interno Salvini, è inadatto a ricoprire tale incarico, definito, altresì, il ministro della “paura”, tutto slogan, selfie, e comizi, e scarsa efficienza nel suo ruolo a capo di un dicastero strategico, quello, appunto, del Viminale.