Dall’Osservatorio

Cronaca

L’Italia, pur con tutti i suoi problemi, continua a essere meta di flussi migratori. Lo scorso anno, sono approdati sulle nostre coste centinaia di esseri umani. Tutti con le più disparate necessità; da sommare con quelle dei residenti che continuano a dibattersi in una crisi socio/economica che li tormenta da anni.

Lo spirito d’accoglienza, nonostante tante polemiche, non è venuto meno. Spesso, a discapito delle oggettive esigenze dei residenti. Con la politica, non si arrestano i flussi migratori, né col solo spirito d’accoglienza. Le necessità, una volta individuate, hanno da essere graduate. Non ci può essere chi è “prima”, e altri che vengono “dopo”. Nessuno dovrebbe “sfruttare” o essere “sfruttato.” Se i problemi ci sono, anche gli aiuti dovrebbero seguire un principio razionale. L’accoglienza non può essere confusione.  Perché se migliorare la realtà, è difficile, peggiorarla appare più semplice.

I criteri valutativi dovrebbero avere una priorità codificata. La tangibilità dei profughi è da affrontare con buon senso. Senza ristorni politici primari. Anche per non peggiorare, ulteriormente, una situazione che già ci ha mostrato tutta la sua difficoltà.

Se l’impatto con i numeri ci preoccupa, ci sconforta assai di più il contraddittorio che tale realtà ha acceso tra i politici nazionali. Per evitare amare sorprese, non condividiamo il pensiero di chi confonde le urgenze di un’umanità sofferente con quelle di origine politica nazionale. Da questa posizione, continueremo il nostro intervento proprio alle porte del voto per il rinnovo del Parlamento UE.

Giorgio Brignola