Che cosa si nasconde dietro il Tram di Palermo? Tanti soldi e tanti affari…

Cronaca

Diciamo subito che questa è una brutta storia. Invece di acquistare 500 bus elettrici che servirebbero tutta la città, comprese le periferie di Palermo oggi abbandonate, l’attuale amministrazione comunale che si autodefinisce “di sinistra” punta su sette tratte di Tram. Il ricorso e il ruolo della magistratura amministrativa siciliana che in verità, negli ultimi tempi, non è che abbia brillato molto…

Si possono realizzare sette tratte di Tram destinate a stravolgere Palermo senza la Valutazione di impatto ambientale (Via) e senza la Valutazione ambientale strategica (Vas)? Ce lo chiediamo e lo chiediamo dopo che i giudici del TAR Sicilia (sigla che sta per Tribunale Amministrativo Regionale), qualche settimana fa, hanno respinto la richiesta di sospensiva del provvedimento amministrativo del Comune che punta, per l’appunto, a realizzare le citare nuove sette tratte di Tram.

Perché noi ci poniamo e poniamo questa domanda? Intanto per una questione di carattere generale: perché non si è mai vista un’opera pubblica con un impatto sull’ambiente così pesante imposta senza valutazioni ambientali preventive. Così, tanto per capire di che cosa stiamo parlando, va detto che una di queste nuove tratte del Tram dovrebbe passare per via Libertà. In pratica, quella che è stata la più importante via di Palermo verrebbe sventrata e, in alcuni tratti, anche ‘cementificata’. E tutto questo dovrebbe essere fatto senza Valutazione di impatto ambientale e senza Valutazione ambientale strategica!

Vero è che il TAR Sicilia deve ancora entrate nel merito di questa vicenda. Noi, però, oggi, non vogliamo entrare nel merito del ricorso: cosa che faremo in seguito. Oggi a noi interessa segnalare ai nostri lettori il “No” del TAR Sicilia alla richiesta di sospensiva, alla luce di quanto è stato scoperto dopo la realizzazione dei primi 15 Km di Tram di Palermo.

A parte il costo esorbitante degli attuali 15 Km di Tram in funzione (320 milioni di euro per 15 Km circa di Tram senza gallerie, oltre 20 milioni di euro al km!), spulciando tra le ‘carte’ è stato scoperto un fatto che definire incredibile è poco.

E’ venuto fuori, infatti, che il tratto di Tram – oggi in esercizio – che collega via Leonardo da Vinci con viale Michelangelo (per intendersi, si tratta di una zona di Borgo Nuovo) ricade in una zona R4. Che cosa significa zona classificata come R4?

Intanto diciamo che stiamo parlando del Piano di assetto idrogeologico della Sicilia, che i tecnici del settore abbreviano in “Pai”. Il Pai – giusto per illustrare di che cosa stiamo parlando – è il frutto di un lavoro molto scrupoloso che viene redatto da tecnici altamente qualificati che si occupano di dissesto idrogeologico e di tutela dell’incolumità pubblica in presenza di possibili pericoli per la popolazione:

“Il rischio idrogeologico, individuato nel Pai, viene definito sulla base dell’entità attesa della perdita di vite umane, di danni alla proprietà e di interruzione di attività economiche, in conseguenza del verificarsi di frane e inondazioni”.

Ora, quando una zona viene classificata nel Pai come R4, di solito si procede con i piedi di piombo. Perché? Perché è una zona ad alto rischio, come leggiamo nella stessa definizione di zona classificata R4:

“Quando sono possibili la perdita di vite umane o lesioni gravi alle persone, danni gravi agli edifici, alle infrastrutture e al patrimonio ambientale, la distruzione delle attività socioeconomiche”.

Ebbene, un tratto del Tram di Palermo, attualmente in funzione, percorre una zona R4. Ci chiediamo e chiediamo: questi 15 Km di Tram di Palermo oggi in attività sono stati realizzati con o senza Via e Vas? Se sono stati realizzati senza le Valutazioni ambientali – e la cosa non ci stupisce, visto che il Comune di Palermo, stando a quello che leggiamo nel ricorso, vorrebbe realizzare così altre sette tratte di Tram – la Regione siciliana non c’entra fino a un certo punto.

Perché fino a un certo punto? Perché, anche in assenza di Via e Vas, a noi sembra molto singolare che la Regione non sia intervenuta in una vicenda nella quale c’è di mezzo una zona, classificata R4, attraversata dal Tram. Se non altro perché a redigere il Pai non sono stati i ‘marziani’, ma i tecnici della Regione siciliana, che non possono non sapere cos’è successo a Palermo, dalle parti di Borgo Nuovo, in un tratto di strada che ricade in una zona classificata come R4 dagli stessi ufficio regionali!

C’è, però, una seconda ipotesi: e cioè che i 15 km di Tram siano stati realizzati con le dovute Valutazioni ambientali. Se le cose dovessero stare così, ebbene, la domanda è: ma gli uffici della Regione come hanno potuto autorizzare il passaggio del Tram di Palermo in una zona che gli stessi uffici della Regione hanno classificato come R4?

In attesa di capire come stanno le cose – qualcuno dovrà pur fare luce su questa storia, o bisogna aspettare che succeda qualcosa, magari di poco piacevole? – noi vogliamo porre le ultime due domande.

La prima domanda è piuttosto semplice: che cosa succederebbe se, in questo tratto di strada classificato come R4 dal Pai della Sicilia attraversato dal Tram, dovesse succedere qualcosa? Quello che state leggendo non è uno ‘scoop’, ma una vicenda nota a tutti. Se dovesse succedere qualcosa le tante ‘autorità’ non avrebbero molte scuse…

La seconda domanda è un po’ più complicata e riguarda la Giustizia amministrativa della Sicilia che, soprattutto negli ultimi tempi, non sta brillando: anzi. Qui ci dovete consentire una digressione.

Ricordiamo che cos’è successo con il CGA, sigla che sta per Consiglio di Giustizia Amministrativa, in Sicilia organo di appello del citato TAR. I fatti risalgono al 2014, quando andarono in scena le elezioni regionali suppletive in alcuni seggi della provincia di Siracusa. La cosa destò molto stupore, perché dal 1947 fino ad allora, si erano visti, questo sì, tanti ricorsi avverso candidati eletti, ma mai era stato deciso il ricorso ad elezioni suppletive!

Lo ha deciso il CGA, inaugurando un precedente insolito. Solo che nei mesi scorsi la Giustizia ordinaria ha scoperto che, dietro il ricorso alle elezioni regionali siciliane suppletive del 2014, non c’erano, mettiamola così, fatti molto chiari…

Non vogliamo entrare su una vicenda sulla quale, nei mesi scorsi, hanno scritto tanti giornali nazionali e siciliani. Ci limitiamo a ricordare che l’inchiesta ipotizza fatti di corruzione molto gravi. Quanto basta, a nostro modesto avviso, per cominciare a monitorare l’attività del CGA e del TAR Sicilia.

Ed è in questo scenario – lo scenario di una Giustizia amministrativa siciliana piuttosto appannata – che si staglia la vicenda delle sette tratte di Tram e della richiesta di sospensiva rigettata. Siamo proprio curiosi – molto, ma molto curiosi – di vedere come finirà questa storia del ricorso presentato da un nutrito gruppo di cittadini palermitani.

Perché siamo curiosi? Perché in questa storia degli appalti ferroviari di Palermo girano troppi soldi: soldi – quasi un miliardo e mezzo di euro – che, in buona parte, sono serviti più a chi ha gestito questo enorme flusso di denaro pubblico che ai cittadini di Palermo.

Non possiamo non ricordare che, dopo oltre un miliardo e 200 milioni di euro spesi per il Passante ferroviario di Palermo, il mezzo flop di tale opera è sotto gli occhi di tutti (tranne delle tante ‘autorità’ che fanno finta di non vedere…).

Nessuno sa come finirà la vena d’acqua trovata a qualche centinaio di metri da Porta Nuova: problema che, ancora oggi, blocca il Passante ferroviario. Potremmo parlare anche delle palazzine lesionate in via Bernava. O del collegamento con l’aeroporto di Palermo ancora senza doppio binario!

Tutto questo, lo ricordiamo, per la ‘modica’ somma di oltre un miliardo e 200 milioni di euro!

E che dire dell’altra ‘genialata’ ferroviaria di Palermo? La ‘famigerata’ chiusura dell’Anello ferroviario? Altri 150 milioni di euro spesi per avere il 20% circa dei lavori completati e una città massacrata, tra vie chiuse, Piazza politeama distrutta, via Emerico Amari chiusa con le fondamenta di alcuni palazzi allagati, disagi a mai finire per i cittadini, negozi chiusi. Un disastro totale. E nessuno che dice che questi lavori, con gli attuali ritmi, dureranno per altri 10-15 anni! Pensate un po’: Piazza Politeama distrutta e inagibile per altri 10-15 anni!

In questo scenario arrivano le altre sette tratte di Tram, per ora senza Valutazioni ambientali. Sono altri 450 milioni di euro da spendere in frett’e furia. Perché in frett’e furia? Perché i Verdi siciliani, per bocca del suo coordinatore siciliano, Carmelo Sardegna, hanno fatto sapere che con i due terzi di questa somma si potrebbero acquistare 500 bus elettrici non inquinanti.

Pensate un po’: 500 bus elettrici, non inquinanti, che risolverebbero il problema della mobilità di tutta Palermo, comprese le periferie. Quelle periferie oggi abbandonate e che resteranno abbandonate se dovessero essere realizzate le nuove sette tratte di Tram, continuando a distruggere una città già in ginocchio, a cominciare dallo sventramento di via Libertà…

Eccola la seconda domanda: in un contesto così tormentato non sarebbe stato meglio bloccare tutto, giusto per capirne di più? Comunque noi seguiremo la vicenda. Soprattutto al TAR Sicilia e al CGA.