«Nel piccolo il rapporto Censis ha ragione», sottolinea don Danilo Vezzoli, presidente del centro Caritas di Darfo Boario Terme. «Gli italiani sono incattiviti e trovano tutte le colpe negli extracomunitari, li usano come capro espiatorio, mentre dovrebbero prendersela più con sé stessi».

Nel 2018, secondo il rapporto, gli italiani si sono rivolti più degli immigrati ai centri d’accoglienza, chiedendo aiuti di varia natura. La percentuale segnalata dal Censis è del 67% per gli italiani, rispetto agli stranieri che sono il 33%. «In aumento sono le richieste degli italiani che non arrivano a fine mese, i disoccupati, gli anziani con pensioni misere – continua il sacerdote -. Solitudine, mancanza di lavoro, senzatetto, stipendi bassi: questi sono i maggiori fattori di povertà».

Tasse alte e aumento dei bisogni primari: sembrano questi i fattori che portano all’aumento di richieste d’aiuto. «Quando vengono da noi chiedono cibo, vestiti, mobili, lavoro, pagamenti di utenze. Noi diamo buoni e li aiutiamo in ogni modo, questo dopo aver verificato il tipo di povertà di ogni persona che si rivolge a noi», spiega ancora don Danilo Vezzoli. La fascia d’età con più bisogno d’aiuto è compresa tra i 45 e i 65 anni.

Secondo il rapporto Censis, il 69,7% degli italiani non vorrebbe come vicini di casa dei rom, mentre il 69,4% non vorrebbe persone con dipendenze da droga o alcol. «Per poter migliorare la situazione dovremmo impegnarci tutti, un grande problema però è la mancanza di risorse pubbliche. Bisognerebbe educare le persone ad adattarsi ai lavori anche se non piacciono, ma soprattutto creare relazioni di buon vicinato e maggiore solidarietà verso il prossimo».

Ascoltare le persone in difficoltà, accogliere i bisognosi, distribuire cibo, monitorare fenomeni come la tratta di donne e ragazze, seguire i progetti di adozioni e sostegno. Questi sono i principali compiti di centri d’ascolto e assistenza come la Caritas di Darfo Boario Terme. «Il nostro obiettivo è di aiutare le persone in difficoltà e di far sì che poi riescano a superare questa fase. Non devono divenire “Caritas dipendenti”», sottolinea don Vezzoli.

Martedì 18 dicembre si è tenuta alla Caritas la messa di ringraziamento che come ogni anno ha visto una grande partecipazione da parte di volontari, amici e membri della cooperativa “Solidarietà Provagliese”. Ospite della celebrazione la comunità Exodus di Sonico. Argomento affrontato nel corso della cerimonia, la solidarietà. Una parola, un atteggiamento, di cui in Italia si sente un gran bisogno.