Salvini, Di Maio e il dogma dell’infallibilità politica

Politica & Diritti

Un politico guarda alle prossime elezioni; uno statista guarda alla prossima generazione (A. De Gasperi)

A leggere le dichiarazioni dei politici della maggioranza il Governo giallo-verde meriterebbe il premio Nobel per l’economia e la finanza. Il Presidente del Consiglio ha annunciato che nella seconda metà dell’anno avremo una crescita strepitosa, mentre Di Maio ha proclamato guerra alla povertà che, a suo avviso, sarà debellata per sempre nella seconda metà dell’anno in corso. Salvini, poi, è il più grande di tutti; riesce con grande maestria a fare emergere dai nostri petti tutta la cattiveria che abbiamo dentro e a proiettarla verso i migranti trasformandoli in parafulmini inconsapevoli. E’ una strategia catartica tutta tesa a dimostrare che il male non è in noi di razza italica ma in loro, i migranti, dai quali è doveroso liberarci con tutti i mezzi a disposizione. Leciti e/o illeciti. Intanto le sue azioni salgono. Almeno a sentire i sondaggi. Sembra, anzi, che i cittadini italiani, compresi quelli del Meridione da sempre detestati da Salvini, siano entrati in un’atmosfera idilliaca causata dall’ubriacatura che egli (Salvini) ha saputo magistralmente provocare.

In verità, la crescita c’è stata. E’ cresciuta la disoccupazione, è cresciuto il debito pubblico, sono aumentate le tasse, forse aumenterà l’IVA, cresciuta in misura esponenziale è anche l’arroganza del Capitano (Salvini) e del Tenentino (Di Maio) che, comunque, hanno rivelato doti di recitazione elevate fingendo di litigare tra loro. Con un preciso disegno: Salvini vuole risucchiare i voti della destra, Di Maio quelli della sinistra. Le critiche di tutte le maggiori istituzioni pubbliche, nazionali e internazionali, di fronte a tanta spavalda sicurezza non riescono a scalfire le convinzioni installate nei cuori e nei cervelli di gran parte degli italiani che continuano a credere nei due genii e a manifestare conseguenti intenzioni di voto. Le critiche dei veri esperti di economia e finanza non trovano terreno fertile negli elettori dei partiti del Governo giallo-verde. Che, anzi, ritengono che si tratti di pseudo esperti che avrebbero un solo scopo, quello di affossare l’Italia con la complicità delle istituzioni europee da sempre ritenute ostili ai veri interessi dei popoli tutti e, in particolare, dei popoli italici.

E’ certamente un risultato che va a merito dei nostri due eroi, il capitano e il tenentino, che, assetati di potere, non manifestano esitazioni davanti alla rovina cui stiamo andando incontro.

La flat tax, tanto cara a Salvini, il reddito di cittadinanza, quota cento provocheranno un sconquassamento nei conti pubblici tale che solo un governo tecnico, quale il tanto vituperato Governo Monti, potrà provvedere a risanare. Ovviamente con gravi sacrifici a carico di tutti noi, compresi coloro che sono stati folgorati dal verbo salviniano.

Ma Salvini, oltre a essere considerato un grande economista, si appalesa anche quale grande costituzionalista. Tanto da proporre leggi che concedano maggiori poteri e, di conseguenza, maggiori risorse alle Regioni del Nord. A scapito del Sud. Ma quello che sorprende, o dovrebbe sorprendere, che ciò avverrà con il potere che gli darà il voto dei Meridionali, i quali hanno dimenticato il disprezzo che la Lega ha sempre manifestato nei loro confronti.

In occasione delle indagini e delle accuse dei pubblici ministeri di Perugia Salvini e Di Maio, ignorando le ruberie di casa loro (vedasi il caso Roma e le vicende che riguardano il partito di Salvini, condanne di Bossi e compagni, i 49 milioni di euro scomparsi dalle casse della Lega e presumibilmente collocati all’estero, gli incontri con i produttori di armi, il caso Siri, sottosegretario accusato di corruzione e lo stesso Salvini), hanno scoperto di essere giustizialisti ritenendo, in questa occasione, che la Magistratura esercita correttamente il proprio potere. Solo quando riguarda gli altri. In altre occasioni, quelle che riguardano loro, hanno rimproverato alla Magistratura invasioni di campo, in quanto si era permessa di indagare sugli eletti dal popolo, al quale solamente il Parlamento e il Governo devono rispondere. Naturalmente, solo gli eletti sono abilitati a interpretare la volontà popolare.

La verità è che questi politici o non conoscono il valore della nostra Costituzione o mirano a conservare e consolidare il loro potere mostrandosi insofferenti di fronte all’attività di altri organi costituzionali quando, agendo nell’ambito e nel rispetto delle norme del nostro ordinamento, si permettono nientepopodimeno che di sindacare il loro operato.

Ma è probabile che lo Spirito Santo li assista e li ispiri, quasi a dimostrare che essi, il Capitano e il Tenentino, siano dotati di capacità soprannaturali (dogma dell’infallibilità politica).

Non scherziamo.

Il dovere di sollecitare i cittadini a leggere con spirito critico l’andamento della politica attuale è in capo agli intellettuali, ai giornalisti, agli artisti e agli scienziati i quali hanno le capacità e gli strumenti idonei allo scopo. Ovviamente, l’appello è rivolto a quelli tra gli intellettuali veri, quelli, cioè, che non si lasciano corrompere da offerte di ruoli prestigiosi al solo scopo di avallare le scelte di pseudo statisti che pensano solo al loro tornaconto a scapito degli interessi generali. Ce ne sono? Credo proprio di si. E sono la stragrande maggioranza.

Raffaele Vairo