Assange arrestato a Londra, Ecuador gli revoca asilo

Politica & Diritti

Il blog delle Stelle sostiene Wikileaks nella sua protesta per l’arresto di Julian Assange avvenuto ieri a Londra fuori dall’ambasciata dell’Ecuador, dopo che Quito gli ha revocato l’asilo politico: “L’arresto di Assange e’ una gravissima violazione del diritto internazionale ed un attacco alle liberta’ individuali di ognuno di noi”. Nella capitale ecuadoriana e’ stato arrestato un informatico svedese che si sospetta a legato ad Assange. Sull’attivista di origine australiana pende una richiesta di estradizione da parte degli Usa. Hillary Clinton: ‘deve rispondere di quanto ha fatto’.

Dopo essere rimasto per quasi sette anni nell’ambasciata dell’Ecuador a Londra, Julian Assange e’ stato arrestato dalla polizia britannica, subito dopo la revoca da parte di Quito dell’asilo politico al fondatore di Wikileaks. “Il Regno Unito non ha civilta’! Deve resistere!”, ha urlato il 47enne hacker australiano, visibilmente invecchiato e con una folta barba bianca, mentre gli agenti in borghese lo trascinavano di peso fuori dalla rappresentanza diplomatica nella zona di Knightsbridge. Portato in commissariato, l’attivista e’ stato poi trasferito davanti a un tribunale di Westminster.

Assange e’ stato giudicato colpevole per aver violato la liberta’ condizionale quando nel 2012 entro’ nell’ambasciata, non presentandosi davanti al magistrato. Il fondatore di Wikileaks deve essere giudicato anche per una richiesta di estradizione degli Usa, ha spiegato Jen Robinson, uno dei suoi avvocati, “emessa nel 2017, per cospirazione con Chelsea Manning”, la ex militare Usa che trafugo’ documenti riservati e li consegno’ a Wikileaks.

A favorire l’arresto di Assange sono state le autorita’ dell’Ecuador che gli hanno revocato l’asilo e la nazionalita’ che gli era stata concessa nel 2017; e’ stato proprio l’ambasciatore ecuadoregno a chiedere l’intervento degli agenti. Il presidente Lenin Moreno, sottolineando il comportamento “scortese e aggressivo” dell’hacker, ha tuttavia assicurato di aver ricevuto garanzie da Londra che non verra’ estradato verso un Paese dove rischia la pena di morte

Il premier britannico, Theresa May, ha sottolineato che “nessuno e’ al di sopra della legge”. “Fin dall’inizio, c’e’ stato un dialogo ampio con il governo dell’Ecuador – ha dichiarato un portavoce di Downing Street – la decisione di revocare l’asilo e’ stata completamente loro”. Alla domanda di un giornalista che voleva sapere se Londra avesse fatto pressione su Quito, il portavoce ha risposto in modo secco: “No”. I legali impugneranno la richiesta di estradizione.

Per Edward Snowden, la ‘talpa’ americana che svelo’ il programma di monitoraggio della Nsa e ora e’ rifugiato in Russia, l’arresto di Assange e’ “un momento buio per la liberta’ di stampa”; da parte sua, l’Onu ha denunciato la mossa di Quito, sostenendo che ha esposto l’attivista al rischio di gravi violazioni dei suoi diritti, e ha annunciato una visita mentre si trova in custodia a Londra.

Assange fondo’ nel 2006 WikiLeaks, piattaforma per la raccolta di ‘leak’ (fughe di notizie) e informazioni riservate, di cui era diventa direttore. Il mandato di cattura europeo nei suoi confronti fu spiccato pochi mesi dopo la diffusione da parte di Wikileaks di 70 mila documenti top secret sulle operazioni americane in Afghanistan.

Julian Assange, “deve rispondere per quello che ha fatto”. E’ quanto ha affermato l’ex candidata presidenziale democratica degli Stati Uniti Hillary Clinton, commentando l’arresto del fondatore di Wikileaks a Londra. Il sito web fondato dal giornalista australiano ha pubblicato le email dal Partito Democratico, hackerato dal governo russo, che sono state dannose per la Clinton durante le elezioni presidenziali del 2016. “È chiaro dall’accusa che è venuta fuori, che l’arresto riguarda l’assistenza all’hackeraggio di un computer militare per rubare informazioni dal governo degli Stati Uniti”, ha detto Clinton a New York. “Aspetterò e vedrò cosa succederà, ma deve rispondere per quello che ha fatto”, ha detto l’ex segretario di Stato durante un evento al Beacon Theatre con suo marito, l’ex presidente Bill Clinton. Assange dovrebbe comparire di nuovo nel tribunale il ​​2 maggio per un’audizione sulla richiesta di estradizione negli Stati Uniti.
Amnesty International chiede al Regno Unito di “rifiutare di estradare o trasferire in ogni altro modo Julian Assange negli Usa, dove c’e’ l’assai concreto rischio che egli possa andare incontro a violazioni dei diritti umani, tra cui condizioni detentive che violerebbero il divieto assoluto di tortura e di altri maltrattamenti e un processo iniquo che potrebbe essere seguito dall’esecuzione, a causa del suo lavoro con Wikileaks”.

E’ quanto scrive in una nota Massimo Moratti, vicedirettore per le ricerche sull’Europa di Amnesty. “Le denunce di stupro e di altre forme di violenza sessuale contro Assange – aggiunge – dovrebbero essere indagate nel rispetto dei diritti delle denuncianti e dell’imputato e arrivare a processo qualora vi fossero sufficienti prove nei confronti di quest’ultimo. Se la Svezia decidesse di chiedere l’estradizione dal Regno Unito, dovrebbe fornire adeguate garanzie sulla non estradizione o trasferimento in ogni altro modo di Assange verso gli Usa”.

L’esponente dell’organizzazione per per la tutela dei diritti umani afferma inoltre che “non e’ chiaro sulla base di quale procedimento formale le autorita’ del Regno Unito hanno potuto entrare nell’ambasciata dell’Ecuador di Londra e arrestare Assange, la cui nazionalita’ ecuadoriana era stata sospesa ieri”. Moratti sollecita quindi le autorita’ britanniche a “rispettare le assicurazioni fornite all’Ecuador che Assange non sara’ trasferito ovunque rischi la pena di morte, la tortura o altri maltrattamenti”.