Ha vinto il buon senso?

Politica & Diritti

Prima d’esporre il nostro pensiero, accenniamo che questo Esecutivo non ci ha ancora offerto l’opportunità di un giudizio generale. Tuttavia, di là da ogni assennata riflessione politica, ci preme evidenziare alcune considerazioni d’ordine pratico che riteniamo interessanti; anche perché è stata una democratica manifestazione politica/parlamentare a consentire il “varo” della nuova legge elettorale che il Capo dello Stato ha promulgato senza rilievo alcuno.

Certo è che la politica futura dovrà trovare nuovi motivi di dialogo e di contatto. Perché quello che ha visto la luce non si può definire un Governo ”forte”. Il tempo per superare la delicata realtà nazionale c’è. Restano, però, da rafforzare le condizioni per una franca intesa anche sul fronte delle riforme. Per generare lavoro, servono gli investimenti e questi dipendono dalle garanzie che l’Esecutivo avrà la forza d’investire per sanare, prima di tutto, la cosa pubblica. Del resto, proprio perché ci sono ancora troppi “Profeti” in Patria, ci sembra meglio evitare esternazioni che non troverebbero raffronti entro breve tempo.

Anche con l’avvento di questo Governo, l’onestà, personale e di partito, resta la migliore occasione per ridare fiducia al Paese. Riconosciamo che molto resta da fare, ma siamo convinti che questa possa essere la volta buona.

Il buon senso, che è saggezza di un Popolo, ha da differenziarsi da posizioni solo in apparenza “alternative”. La Penisola ha bisogno di certezze. Lo scriviamo persuasi che l’onestà politica esista ancora. L’etica, se non la coscienza individuale, prevarrà. Dopo il disorientamento e tante, forse troppe, prese di posizione inutili, l’Italia ritroverà il suo ruolo di Paese e di Popolo nella realtà europea. Perché l’onestà, nel suo complesso, non ha un profilo politico predefinito. E’ questo convincimento che rafforza quello che potrebbe essere la funzione di questo Governo a “tempo”.

Giorgio Brignola