Brexit, May sconfitta

Cronaca

Theresa May è stata sconfitta. Il suo accordo per la Brexitnegoziato con la Ue è stato nuovamente bocciato dalla Camera dei Comuni con una maggioranza di 149 voti. I voti contrari sono stati 391 e 242 quelli favorevoli. La premier aveva già subito una pesante sconfitta lo scorso 15 gennaio, quando l’accordo era stato respinto con una maggioranza di 230 voti.

Alla May non sono bastate le concessioni ottenute nell’incontro di lunedì sera a Strasburgo con il presidente della Commissione europea, Jean-Claude Juncker, sulla questione del ‘backstop’ per il confine irlandese. Il parere negativo dell’avvocato generale dello Stato Geoffrey Cox sulle implicazioni legali del ‘backstop’ ha spinto la fronda euroscettica del Partito conservatore e gli alleati nord irlandesi del Democratic Unionist Party a votare No all’accordo.

E’ stata infatti la fronda dei ‘Brexiteers’, l’ala oltranzista del Partito conservatore che si riconosce nell’European Research Group, ad essere fatale per May: dall’analisi del voto risulta che alla premier sono mancati 75 voti del suo partito e i 10 dei deputati nordirlandesi del Democratic Unionist Party. A favore hanno votato 235 deputati Tories, 4 indipendenti e 3 laburisti. Quasi compatto invece il Labour, che ha respinto l’accordo con 238 voti, insieme alla fronda dei 75 conservatori, ai 35 deputati dello Scottish National Party, agli 11 liberal democratici, ai 10 del Dup, ai 4 deputati gallesi del Plaid Cymru e 1 deputato dei Verdi.

Dopo la sconfitta, intanto, May ha confermato il calendario parlamentare messo a punto nei giorni scorsi: mercoledì, ha detto la premier ai Comuni, si terrà il voto sull’opzione ‘no deal’, vale a dire se procedere o meno con una Brexit senza accordo. Ai parlamentari conservatori, ha aggiunto, sarà concessa libertà di voto. Voto previsto alle 19 (le 20 in Italia). 

PROSSIMI STEP – Il 29 marzo è la data fissata per l’uscita del Regno Unito dalla Ue: in assenza di accordo non ci sarà il periodo di transizione fino alla fine del 2020, previsto per evitare contraccolpi economici e logistici imprevedibili nel divorzio tra Londra e Bruxelles e negoziare un nuovo accordo tra Regno Unito e Unione europea. Se invece l’opzione ‘no deal’ verrà respinta, giovedì i Comuni saranno chiamati a decidere se chiedere all’Unione europea una proroga dell’Articolo 50, rinviando così la Brexit.

CORBYN – L’accordo negoziato dalla premier “è morto”, ha detto il leader laburista Jeremy Corbyn, che ha preso la parola nella Camera dei Comuni e ha chiesto ai Comuni di “unirsi” attorno ad una proposta per la Brexit che possa essere “negoziata” e ha annunciato che il Labour sottoporrà nuovamente al giudizio del Parlamento la sua proposta per la Brexit. Il leader laburista ha concluso il suo breve intervento chiedendo nuovamente elezioni anticipate.

UE – “Siamo dispiaciuti per il risultato del voto ” alla Camera dei Comuni e “siamo delusi dal fatto che il governo britannico non è stato in grado di assicurare una maggioranza per l’accordo di ritiro concordato da entrambe le parti nel novembre scorso” dichiara una portavoce della Commissione europea. “Da parte dell’Ue, abbiamo fatto tutto il possibile per aiutare il primo ministro britannico ad avere la ratifica dell’accordo, che ella ha negoziato e concordato con l’Ue. Date le assicurazioni aggiuntive fornite dall’Ue in dicembre, in gennaio e ieri, non c’è più nulla che possiamo fare. Se c’è una soluzione all’attuale impasse, deve essere trovata a Londra”.

“Se dovesse esserci una richiesta ragionata del Regno Unito di rinviare” la data dell’uscita prevista dall’articolo 50 del Tue, “l’Ue a 27 è pronta a valutarla, decidendo all’unanimità. L’Ue a 27 deciderà, dando la priorità alla necessità di assicurare il funzionamento delle istituzioni dell’Ue (a fine maggio ci saranno le elezioni europee, ndr) – dichiara una portavoce della Commissione – e tenendo conto delle motivazioni e della durata di una possibile prorroga .