Stelle controvento  di Marianna Carrara e Maria Pia Latorre

Politica & Diritti

Les Flaneurs edizioni, Bari, 2018

Stelle controvento è un romanzo doppio che contiene una storia adolescenziale ed una tragica dipanate autonomamente, eppure sotterraneamente unite nella morale.

Una liceale romana, Rosa, è affidata al nonno paterno di Valsinni; questi scarica sull’adolescente il fallimento educativo con suo figlio; la protagonista conosce un giovane bibliotecario, le piace e lo frequenta contro le regole non scritte del costume meridionale che vuole le donne riservate e chiuse: con determinazione Rosa riesce a coltivare amicizia e sentimenti.

Si intreccia a questo racconto, il dramma storico di Isabella di Morra, uccisa dai fratelli per essersi innamorata del nemico di famiglia. Le autrici richiamano, con misura, cronache rinascimentali, date, alleanze, guerre.

La prima storia dunque fa da cornice alla seconda e sotterraneamente l’una diventa specchio dell’altra: entrambe le protagoniste si oppongono, infatti, al mondo in cui vivono, offrendo col loro esempio un percorso di libertà.

Le due storie coniugano così  problematiche sociali, storiche e aspetti culturali, in un mix formidabile da risultare anche un inno al fascino lucano aspro e primitivo; in alcuni punti il libro diventa perfino un documento etnografico, con al centro l’affascinante castello di Valsinni, le sue leggende, le sue tradizioni, i suoi fiumi.

Un libro pluritematico con una adolescente sradicata da Roma per vivere tra i calanchi lucani in un tessuto sociale maschilista, dai preconcetti retrivi in cui i primi sentimenti d’amore di Rosa diventano fasci di vita, speranza di cambiamento, scariche di motivazione; sentimenti che rimarranno frustrati invece in Isabella che riesce comunque a lasciare aneliti di emancipazione con i suoi versi. La storia tragica della baronessa di Morra è un modo indiretto per riproporre una eroina bella e colta capace di rompere gli schemi feudali e tracciare un percorso di rinnovamento umano.

Rosa fa pendant con Isabella nel lasciare un messaggio chiaro e inequivocabile, secondo il quale il cambiamento può avvenire solo puntando sui sentimenti e sulla bellezza.

Un libro pretenzioso e riuscito, in cui le Autrici hanno saputo mantenere sempre alta la vigilanza nello stile e intrecciare sapientemente due generi tra di loro distanti; il risultato è quello di un ottimo strumento di lettura che, per la cultura meridionale richiamata, per la storia d’amore dai buoni auspici, per un raccapricciante dramma romantico, potrebbe intercettare i bisogni dei giovani lettori, creando spunti di certa condivisione e attrazione.

Cosimo Rodia