La Ciclovia dell’Acquedotto Pugliese compie un nuovo, passo in avanti 

Politica & Diritti

La Regione Puglia completa la progettazione per il collegamento con Santa Maria di Leuca 

Bari, 5 marzo 2019 – La progettazione relativa al tratto di ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, compreso tra Monte Fellone e Santa Maria di Leuca, è stata ultimata dalla Regione Puglia, in sintonia con le modalità e i tempi previsti dall’iter amministrativo per l’accesso ai finanziamenti erogati dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Con l’annuncio dell’assessore regionale ai Lavori Pubblici, Giovanni Giannini, di buon auspicio per le sorti future della pista ciclabile e, soprattutto, di conferma dell’attenzione da parte dell’amministrazione regionale per lo sviluppo della mobilità alternativa, in sintonia con una crescita del territorio rispettosa delle sue peculiarità culturali e paesaggistiche, si è concluso, al Teatro Petruzzelli, il convegno sui sistemi turistico-regionali integrati.

Itinerario d’eccellenza nel panorama del turismo alternativo, imperniato sulla cosiddetta “mobilità dolce”, la ciclovia dell’Acquedotto Pugliese è stata al centro dell’interessante convegno sul tema dell’integrazione delle attività turistiche e culturali, tra nuove prassi amministrative e inedite opportunità di sviluppo, organizzato da Acquedotto Pugliese in collaborazione con Regione Puglia, Libera Università del Mediterraneo, Università di Bari, Federturismo Confindustria, Ordine Commercialisti ed Esperti Contabili, con il patrocinio di Federturismo Confindustria e Legambiente. 

La ciclovia dell’Acquedotto Pugliese, nella sua progettazione complessiva, si snoda per un tracciato di oltre 500 km lungo due condotte storiche: il Canale Principale, da Caposele (in provincia di Avellino) a Villa Castelli (Br), e il Grande Sifone Leccese, che dal punto terminale del primo giunge sino a Santa Maria di Leuca.

Attualmente il tratto fruibile si estende per 15 km lungo la strada di servizio del Canale Principale, dal nodo idrico di Figazzano (Cisternino) sino a Pineta Ulmo (Ceglie Messapica), attraversando alcuni degli scorci più incantevoli della Valle d’Itria, nei territori di Locorotondo, Cisternino, Martina Franca.

“Un itinerario, unico nel suo genere, che attraversa, “descrivendone” le bellezze, alcuni dei territori più rappresentativi sotto il profilo ambientale e culturale del nostro Meridione, tra Campania, Basilicata e Puglia: dai rilievi dell’Irpinia a quelli intorno a Melfi, dalla Murgia alla Valle d’Itria sino a Santa Maria di Leuca”, ha spiegato il presidente di Acquedotto Pugliese, Simeone di Cagno Abbrescia.

Inserita dalla legge di Stabilità del 2016 tra le prime quattro infrastrutture ciclabili di interesse strategico nazionale, la ciclovia dell’Acquedotto Pugliese è stata ammessa a finanziamento nell’agosto del 2018 dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, di concerto con i ministeri per i Beni e le attività culturali e per le Politiche agricole.

Attualmente, la società idrica sta redigendo il progetto esecutivo della tratta da Pineta Ulmo sino al nodo idrico di Montefellone (Martina Franca), punto terminale del Canale Principale, per una lunghezza di circa 8 km, che prevede un investimento di 1,6 mln di euro.

Il progetto verrà ultimato entro la metà di marzo e successivamente verrà indetta la conferenza di servizi al fine di acquisire tutte le autorizzazioni necessarie. Si prevede di affidare l’appalto entro la fine del 2019.

Acquedotto Pugliese sta curando anche il progetto di fattibilità tecnica ed economica del tratto di ciclovia lungo la pista di servizio del canale principale che va da Spinazzola (limite regionale) a Figazzano, per una spesa prevista di 46 mln di euro e una lunghezza di circa 150 km, insieme alla bretella Gioia – Bari, lungo la pista di servizio della omonima condotta.

La Regione Puglia, dal canto suo, ha completato la progettazione della tratta compresa tra Monte Fellone e Santa Maria di Leuca, rispondendo per tempo ai requisiti previsti per l’erogazione dei fondi statali.

“La progettazione -ha rilevato l’assessore ai Lavori pubblici, Giovanni Giannini- s’inserisce a pieno titolo nel nuovo orientamento della mobilità regionale, rivolto a promuovere, ancor più che nel passato, la mobilità sostenibile, nella consapevolezza che occorre valorizzare con le giuste modalità di approccio le peculiarità del paesaggio pugliese”.

“Mettere in sinergia le molteplici iniziative turistico-culturali, e tra queste l’eccezionale sistema delle ciclovie regionali, visto il forte richiamo internazionale esercitato dalla nostra regione, non può che produrre nuove e più significative occasioni di crescita e ricchezza per la nostra terra”, ha commentato l’assessore regionale all’industria turistica e culturale, Loredana Capone.

Il convegno ha fatto registrare, tra gli altri, gli interventi di Elbano de Nuccio, docente di Contabilità e bilancio presso la Libera Università del Mediterraneo (“I beni culturali e ambientali costituiscono una vera e propria risorsa che, attraverso un’adeguata gestione integrata, possano fornire un significativo contributo allo sviluppo economico regionale”), Irene Di Tria, dirigente Sezione mobilità sostenibile e vigilanza del traposto pubblico locale della Regione Puglia, e Roberto Santamato, direttore del corso di laurea in Progettazione e management dei sistemi turistici e culturali presso l’Università di Bari.

Al convegno, la cui partecipazione ha dato diritto all’acquisizione di crediti formativi per gli iscritti all’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili, ha portato il proprio saluto un gruppo di cicloturisti provenienti da Noicattaro, abituali frequentatori della ciclovia dell’Acquedotto, che hanno impresso un tocco di allegra condivisione al tema del turismo e della mobilità sostenibile