Il manicomio raccontato da Alessandra D’Ambrosio è tutt’altra roba

Politica & Diritti

Corporeità in scena; il corpo parla, soffre, implode ma si vendica. E’ il finale che non ti aspetti quando si accende la luce tenue su Alessandra D’Ambrosio, Privilegio nel testo che lei stessa ha firmato con Diana Del Monaco.

L’attrice protagonista di “Scarti di Paradiso”, andato in scena al Brancaccino di Roma, affronta l’anteprima nazionale diretta da Gian Felice Imparato.

Sola sul palco, la D’Ambrosio, veste e sveste una donna ferita, prigioniera ma dignitosa, attraverso la musicalità rauca delle risposte al medico del Manicomio.

Ambientazione fredda ma rassicurante nelle scene di Clelio Alfinito e il palcoscenico di via Mecenate racconta al pubblico romano la drammatica storia di “una puttana” del secolo scorso, tra musiche raffinate ed espressioni forti, che inquadrano le tipologie di uomini frequentatori del bordello, che era casa per Privilegio!

Ora la donna, nel terapeutico colloquio con il dottore, stretta tra la sofferenza di crudeli rimedi alla sua follia, enfatizza l’arte della prostituzione nella società che non vuole vedere.

La protagonista invece vede e ricorda tutto, dalla camicia di forza agli insegnamenti di due donne, la madre e nonna Lulù, maitresse dei primi del ‘900.

Privilegio parla, narra, fatti crudi e disumani, quasi surreali per il nostro tempo. Privilegio non si ferma al chiarore della lampada indagatrice del manicomio e osserva uno a uno gli uomini che entravano nella sua stanza o in quella delle sue compagne. Sembrerebbe una giostra la sua vita, scandita dalle musiche di Patrizio Trampetti. Una giostra di colori, emozioni, passioni, verità e illusioni.

Una giostra che sembra destinata a fermarsi, data l’inutilità del suo moto ripetitivo e senza scopo.

Nel finale la giostra si stacca dal perno che la trattiene, progetta il suo percorso e va incontro alla sua prossima meta.

Una meta tragica e ineluttabile, scelta con grande lucidità e intelligenza dalla protagonista a dispetto del marchio di inferma mentale che le hanno impresso sulla pelle e nell’anima.

Silenzio assordante in sala, fino agli applausi finali, tutti meritati per la corporeità silente ed espressiva nell’interpretazione di Alessandra D’Ambrosio.

Prodotto dall’associazione di Acerra “Fratelli di Versi”, per l’organizzazione di Tiziana Beato, Scarti di Paradiso ha la voce –madre di Paola Fulciniti.

Giuseppe Scarlato