La sfida delle idee e il bene dell’unità hanno il dovere di coesistere

Politica & Diritti

Abbiamo atteso l’esito e le risultanze dell’assemblea tenutasi sabato scorso e spiace constatare, che pur con alcune sfumature differenti, siamo nella sostanza alla solita piega che punta ad indebolire piuttosto che rafforzare i percorsi intrapresi.
Il documento di sintesi che accompagna la fine dei lavori, accanto alle dichiarazioni e le interviste trancianti dei vertici di SI, sono la fedele riproposizione delle ragioni che hanno arenato il processo costituente nazionale di LeU e che oggi, vengono riproposte sul cammino verso le amministrative del Capoluogo e le regionali del 2020. L’esigenza di ripartire dalle idee, dai contenuti e più in generale, da una proposta politica e programmatica che valorizzi gli aspetti positivi e nel contempo, punti ad affrontare le criticità fin qui emerse nei diversi livelli di governo del centrosinistra, appare condivisibile e non rinunciabile. La sfida delle idee fondata sui nostri valori, quindi, ci vedrà sempre pronti a dare il nostro contributo, ma essa non può e non deve, rappresentare il pretesto per rompere l’unità della coalizione, azzerando tutto ciò che abbiamo alle spalle, in una prospettiva che vede sempre più la Sinistra marginale e largamente minoritaria.

Le ultime tornate regionali in Abruzzo e Sardegna, dimostrano che solo la paziente ricucitura delle differenze e il profilo unitario della proposta politica, possono farci competere con l’unico vero avversario del nostro tempo, ovvero la destra di Salvini e la più larga coalizione a contorno.

Infatti, dopo le macerie della fase renziana e l’avvento di una stagione di governo nazionale populista e sovranista, incoraggiata da inquietanti pulsioni reazionarie e xenofobe che attraversano il Paese, si è aperta una profonda e rinata consapevolezza che accompagna tutte le discussioni, anche congressuali, nel centrosinistra. Tutto ciò non può lasciarci indifferenti e, a nostro avviso, estraniarsi da questo contesto, significa fare torto a noi stessi e alla nostra storia.

Sia chiaro, non intendiamo seguire logiche governiste ad ogni costo, ma nemmeno rassegnarci alla testimonianza fine a se stessa. Vogliamo essere sfidanti sui contenuti, correggere e incidere nei processi di cambiamento necessari, ma salvaguardare il percorso unitario che abbiamo avviato su Bari a sostegno di Antonio Decaro e mantenuto, assumendoci responsabilità di Giunta, in Puglia, rifiutando la tentazione di cedere a personalismi devastanti. I luoghi del confronto politico, anche aspro, non possono chiedere l’abiura del pensiero diverso e, magari, lo sfinimento autolesionista del quadro uscente e dei suoi maggiori interpreti. Si discuta insieme e sino in fondo, quindi, si mettano in campo nuove idee e anche personalità in grado di interpretarle al meglio e, se necessario, si faccia sintesi attraverso lo strumento della partecipazione democratica dei nostri elettori, cedendo sovranità nelle scelte, allargando e non chiudendosi in piccoli recinti autocelebranti. Questo è il percorso che anche nel 2010, in un momento di estrema difficoltà, come nel successivo 2015, il centrosinistra ha avuto l’umiltà si mettere in pratica con esiti positivi per tutti noi.

Per queste ragioni, dopo aver sentito e coinvolto il coordinatore nazionale Roberto Speranza e regionale Ernesto Abaterusso, non parteciperemo alla conferenza stampa indetta per domani, finalizzata alla presentazione della proposta elettorale su Bari, in attesa di un chiarimento unitario sulla prospettiva complessiva del tavolo di coalizione del centrosinistra, e sul merito delle stesse ragioni, di un formale pronunciamento della nostra assemblea.

ARTICOLO UNO – MDP TERRA DI BARI 

Il Coordinatore Provinciale

Vito Antonacci

Il Coordinatore Cittadino

Andrea Azzone