Italiani e risparmio: in netto calo il risparmio gestito

Cultura & Società

È in netto calo, in Italia, il risparmio gestito: i dati presentati da Assogestioni evidenziano quest’aspetto in modo netto e inequivocabile, e prima di fare il punto a tal riguardo è utile ricordare che cosa si intende esattamente per “risparmio gestito”.

Gestire dei risparmi affinché possano fruttare

Il risparmio gestito è sostanzialmente quel capitale che un soggetto, dunque un risparmiatore, affida a un professionista specializzato affinché possa divenire redditizio.

Come noto il classico conto corrente bancario non frutta alcun interesse, anzi comporta dei lievi costi, proprio per questo chi ha a disposizione dei risparmi consistenti può scegliere di affidarli a dei professionisti in modo che riescano a garantire un interesse.

Quello del risparmio gestito è un panorama davvero molto vasto, dal momento che include prodotti finanziari molto differenti: ciò che rende univoco il risparmio gestito, ad ogni modo, è il fatto che in tutte queste forme di investimento il capitale è a rischio.

Ovviamente esistono prodotti più sicuri di altri, ma in tutti i casi l’eventualità che il capitale vada perduto non può essere esclusa: il capitale investito, in sostanza, non è coperto dalle garanzie che contraddistinguono i semplici conti correnti.

I dati di Assogestioni: nel 2018 un forte calo del risparmio gestito

Assogestioni, Associazione italiana delle società di gestione del risparmio il cui sito Internet ufficiale è consultabile a questo link, ha presentato i dati sul risparmio gestito relativi al 2018, e il trend risulta in netto caso: il capitale impiegato in questo tipo di investimenti si è ridotto drasticamente rispetto all’anno precedente.

Nel 2018 il risparmio gestito ha raccolto capitali per 9,9 miliardi di euro, mentre nel 2017 essi ammontarono addirittura a 97,4 miliardi di euro.

Delle differenze piuttosto significative si registrano inoltre tra diverse tipologie di prodotto finanziario: mentre alcuni hanno visto crescere il gradimento degli investitori, altri sono calati in modo importante, come è il caso delle obbligazioni.

Cosa potrebbe esserci alla base di questo trend

Chi possiede dei risparmi, dunque, riduce in modo importante la quantità di capitale affidata al risparmio gestito, ed è difficile sbilanciarsi su quali possano essere le ragioni alla base di questo trend.

Probabilmente il desiderio di maggiore prudenza è uno degli aspetti principali: molte persone, in Italia, non hanno grandi disponibilità economiche, e la loro condizione di incertezza economica è accentuata dalla precarietà lavorativa o, in alcuni casi, anche dalla disoccupazione.

Alla luce di questo, dunque, è verosimile immaginare che i cittadini preferiscano tenere i loro risparmi su un semplice conto corrente, oppure optare per forme di investimento più semplici.

C’è anche da sottolineare che il grande risalto mediatico che è stato dato ai fallimenti di alcuni istituti bancari, i quali hanno comportato la perdita dei capitali investiti in prodotti finanziari da parte dei risparmiatori, può aver scoraggiato i risparmiatori a compiere questo genere di investimenti.

Ovviamente questi prodotti finanziari non vanno “demonizzati”: esistono tante banche con dei livelli di solidità molto alti le quali sanno offrire prodotti finanziari in grado di garantire sia un buon rendimento che un’elevata sicurezza del capitale.

Il risparmiatore deve essere sempre ben informato

Ciò che è da scongiurare è, semmai, il fatto che i prodotti finanziari con capitale a rischio vengano venduti in modo subdolo, senza che i risparmiatori siano ben consapevoli dei rischi che possono comportare.

Alla luce di questo, informarsi è sicuramente molto importante: in rete esistono tanti siti web ricchi di informazioni preziose, come ad esempio Esperto del Risparmio. Inoltre prima di compiere qualsiasi sottoscrizione bisogna leggere molto attentamente tutti i fogli informativi forniti dall’istituto bancario.

Fonte: https://espertodelrisparmio.com