Papa a Pax Christi: proseguire sulla via del disarmo nucleare

Politica & Diritti

Il Papa ha ricevuto in Vaticano, in udienza privata, i consiglieri di Pax Christi. Al centro del dialogo, l’educazione alla pace, e la messa al bando delle armi nucleari

Cecilia Seppia – Città del Vaticano

La storia e l’impegno di Pax Christi al servizio della pace, l’educazione alla pace nelle scuole, nelle carceri, soprattutto minorili, e poi il tema del disarmo, la preoccupazione per la reticenza dell’Italia a firmare l’accordo sulla messa al bando delle armi nucleari, i vari contesti di guerra dalla Siria alla Palestina e le sofferenze patite dai bambini: è stato un dialogo aperto e schietto quello dei consiglieri di Pax Christi con il Papa che oggi li ha ricevuti in udienza privata in Vaticano. Il presidente del movimento, mons. Giovanni Ricchiuti ha parlato di piena sintonia con le parole e i gesti del Pontefice.

Educazione alla pace

“Abbiamo sottolineato come il ruolo della Chiesa sia prioritario nell’invitare al disarmo, in tutti i sensi e in tutte le dimensioni – ha detto mons. Ricchiuti ai nostri microfoni (Ascolta l’intervista a mons. Giovanni Ricchiuti). Il Papa poi ha dialogato con noi, facendo risonanza e intervenendo sulle varie problematiche che gli abbiamo sottoposto. Ci è piaciuto molto quando lui stesso si è complimentato per questo percorso di educazione alla pace, perché ha detto che oggi questa educazione deve cominciare dai bambini, destinatari di messaggi violenti e oggetto di violenza: anche quei messaggi apparentemente ludici e chiari, poi magari in realtà si rivelano come un invito a un clima, un pensiero e una mentalità violenta”.

Il possesso di armi nucleari è “immorale”

“E quando ho toccato il fatto delle armi nucleari, ha detto e ricordato il discorso che ha tenuto agli Ambasciatori qualche giorno fa. Il Papa ha detto: ‘Io nel discorso ho usato una parola molto molto pesante. Ho detto che ‘l’uso e il possesso di armi nucleari è immorale’. E ha confermato: “L’ho messa proprio io questa parola”, ancora sottolineando come la Chiesa oggi, la profezia della Chiesa sulla pace, non può che essere una profezia coraggiosa, audace, che accetta i rischi anche dell’andare controcorrente. E lui stesso ci ha confidato: ‘Io ho parlato ma so che non sono ascoltato da tutti. Però la Chiesa non può tacere”.

Insistere sulla mediazione

Francesco ha incoraggiato Pax Christi ad insistere sui temi dell’educazione alla pace, a proseguire sulla strada dell’insegnamento e della testimonianza della pace, definendola molto importante accanto a tutte le iniziative, i comunicati, le prese di posizione sul tema. In merito alla buona politica e alla responsabilità di governanti e cittadini a fare la pace in un clima di reciproca fiducia, il Pontefice, ha proseguito mons. Ricchiuti – ci ha esortati all’arte della mediazione: “Il Papa ci ha detto che dobbiamo imparare molto anche noi, anche nella Chiesa, come parliamo. E dobbiamo insegnare l’arte della mediazione: i conflitti si superano solo attraverso itinerari di mediazione. Ecco lui ha usato la parola, ‘compromesso’ scherzando con uno dei consiglieri, ha detto: ‘Il compromesso in spagnolo non è come il compromesso in italiano. È proprio il venire a dialogare. È proprio uno che fa un passo in avanti e l’altro che fa un passo indietro, per mediare. Ecco – ha aggiunto – io ho usato questa parola perché in spagnolo significa proprio questo: l’arte di tessere un discorso di relazione, di mediazione, di incontro delle posizioni, per superare un po’ i conflitti”.