Situazioni diverse implicano scelte diverse

Politica & Diritti

Trascrivo alcune righe di un interessante articolo del professor Luciano Sesta, apparso sul blog “Come Gesù” del prete e scrittore Mauro Leonardi.

«Chi studia filosofia sa che ai filosofi, soprattutto quelli anglofoni, piace proporre “esperimenti mentali”, ossia situazioni immaginarie che hanno lo scopo sia di capire meglio alcuni problemi, sia di sostenere o criticare determinate posizioni. Ne propongo uno per far vedere l’incoerenza di tutti coloro che, in nome dei “diritti umani”, pensano si possa essere contrari al decreto sicurezza e, al tempo stesso, a favore dell’aborto.

Si immagini che, in virtù di un sofisticato sistema di utero-transfert finalizzato ad aggirare il decreto sicurezza, tutti gli attuali bambini non ancora nati di straniere in procinto di giungere nel nostro paese vengano trasferiti nel grembo di donne italiane…

Ora, però, si immagini anche che tutte le italiane incinte dei migranti non ancora nati decidano di abortire, perché convinte dalla propaganda leghista. Di fronte agli appelli dei pro-life che propongono di far nascere i bambini affinché, una volta dati in affido, possano crescere e integrarsi nella società, ecco che tutti gli apparenti difensori dei diritti umani dei migranti scoprono le carte: essendo contrari al decreto sicurezza ma favorevoli all’aborto in nome della scelta della donna, si troveranno nella scomoda posizione di chi giustifica l’espulsione di un migrante in base allo slogan “prima le italiane”. Il “prima le donne” che giustifica l’aborto, infatti, qui significa “prima le italiane” che giustifica l’espulsione di un migrante».

Non sono un appassionato di filosofia, però non credo che i filosofi nelle loro situazioni immaginarie scelgano solo le ipotesi che fanno loro comodo per sostenere le proprie tesi, scartando altre ipotesi che potrebbero inficiare le stesse. Il professor Sesta, formula questa ipotesi: “Si immagini anche che tutte le italiane incinte dei migranti non ancora nati decidano di abortire, perché convinte dalla propaganda leghista”, e il ragionamento che ne consegue non fa una piega. Stando a questa ipotesi, infatti, c’è contraddizione tra essere contrari al respingimento dei migranti, ed essere favorevoli all’aborto, vale a dire al “respingimento” del migrante non ancora nato.

Ma se di ipotesi ne facciamo un’altra? Si immagini che quelle donne italiane incinte dei migranti non ancora nati decidano di abortire, non perché convinte dalla propaganda leghista, ma perché la gravidanza non desiderata le getti nella disperazione più cupa, sconvolga la loro vita e a niente serva l’opera di persuasione di persone contrarie all’aborto. In questo caso veniamo a trovarci davanti a situazioni ben diverse l’una dall’altra. Il migrante non viene a sconvolgere la nostra vita, non ci getta nella disperazione, non entra nella nostra casa, nella nostra intimità, nella nostra pancia, e quindi è giusto non respingerlo. Il migrante non ancora nato, invece, sconvolge la vita delle donne disperate che se lo sono trovato in grembo non volendolo, e sarebbe giusto quindi respingerlo. Ed ecco che, in questo caso, si potrebbe essere contrari al decreto sicurezza e, al tempo stesso, a favore dell’aborto.

Ma lasciando da parte situazioni immaginarie, è verissimo quanto afferma il professor Sesta che è incoerente la posizione di chi è contrario al decreto sicurezza e, al tempo stesso, a favore dell’aborto. Di norma è così, però possono verificarsi situazioni particolari in cui l’aborto è considerato da una donna incinta una necessità, e in questi casi particolari non c’è incoerenza, giacché situazioni diverse implicano necessariamente scelte diverse.

Renato Pierri