Papa Francesco e la cosa brutta d’essere atei 

Politica & Diritti

Alla prima udienza generale del nuovo anno, Papa Francesco, rivolgendosi ai fedeli, ha detto: “E quante volte noi vediamo lo scandalo di quelle persone che vanno in chiesa e stanno tutta la giornata lì o vanno tutti i giorni e poi vivono odiando gli altri o parlando male della gente. Questo è uno scandalo! Meglio non andare in chiesa! Vivi così, come ateo. Ma se tu vai in chiesa, vivi come figlio, come fratello e dà una vera testimonianza, non una contro-testimonianza.”.

Non è la prima volta che papa Francesco, per rimproverare i cattivi cristiani,  tira in ballo gli atei. Ricordate? Era il mese di febbraio del 2017, quando nella chiesa di Casa Santa Marta disse:  «Ma cosa è lo scandalo? Lo scandalo è dire una cosa e farne un’altra; è la doppia vita, la doppia vita. La doppia vita in tutto: io sono molto cattolico, io vado sempre a Messa, appartengo a questa associazione e a un’altra; ma la mia vita non è cristiana, non pago il giusto ai miei dipendenti, sfrutto la gente, sono sporco negli affari… doppia vita. E tanti cattolici sono così, E questi scandalizzano. Quante volte abbiamo sentito “ma per essere cattolico come quello, meglio essere ateo”». Ma come sono gli atei secondo il papa?

Il pontefice questi discorsi li fa ai credenti, però, poiché sono fatti in pubblico, questi arrivano anche agli atei, i quali forse potrebbero risentirsi un poco. Eh sì, perché quando diciamo, non so: “Meglio un asino vivo che un dottore morto”, oppure: “Meglio soli che male accompagnati”, oppure ancora: “Meglio una brutta sentenza che un bel funerale”, vogliamo dire che tra una cosa brutta e una pessima, è meglio la brutta. E io comprendo che per il papa essere atei è una cosa brutta, però, poiché un ateo può essere più vicino a Dio di un credente, poiché esistono atei giusti e onesti, non ipocriti e non corrotti, sarebbe cosa carina che il papa non glielo dicesse agli atei che secondo lui essere atei è cosa brutta. Poveretti gli atei!

Renato Pierri