Valutare i rischi dell’influenza 2018

Scienza & Tecnologia

di Pasqualina Stani

 Nel linguaggio comune definiamo “influenza” qualunque malessere che coinvolga brividi e raffreddore, l’influenza vera e propria è un’infezione stagionale acuta caratterizzata da febbre alta improvvisa, dolori muscolari e articolari, mal di testa e malessere generale, nonché sintomi respiratori come tosse, mal di gola, naso congestionato o che cola.  In tutti gli altri casi, si parla di infezioni respiratorie acute o sindromi parainfluenzali: esistono 262 virus noti che determinano forme simili all’influenza con sintomi diversi e più lievi, e che possono colpire in qualunque periodo dell’anno.

L’influenza è causata da quattro diverse famiglie di virus (due ceppi di virus A e due di tipo B )e si trasmette facilmente da persona a persona, insieme alle minuscole goccioline di aria e muco esalate durante colpi di tosse e starnuti. Si diffonde anche attraverso le superfici toccate e le “strette di mano”. Il periodo di incubazione medio è di due giorni e si è contagiosi fino al quinto-settimo giorno dai primi sintomi.

Se per la maggior parte delle persone il decorso avviene senza complicazioni, in chi è affetto da condizioni di salute croniche a carico di cuore, polmoni, reni, fegato, sangue), in chi è diabetico o nelle donne in gravidanza, negli anziani sopra i 65 anni e nei bambini sotto i 5, o in chi è immunodepresso, per esempio perché in cura per un tumore, le conseguenze possono essere più serie.

Tra gli effetti diretti dell’influenza troviamo quelli respiratori, come asma, bronchiti e polmoniti, ma anche alcune conseguenze indirette poco note. Anche in chi è in buona salute, infatti, l’influenza, che è un’affezione multiorgano con una forte componente infiammatoria, comporta un rischio aumentato di infarti e ictus. Studi scientifici hanno dimostrato una correlazione positiva tra vaccino antinfluenzale e diminuzione di questi eventi acuti.