L’Occhio del Ciclone Theater

Cultura & Società

BARI –   ALTALENA  (la stanza di Pinocchio) liberamente tratto da “Pinocchio  di Carlo Collodi”  adattamento: Gianfranco Groccia, Giambattista De Luca.

Interpreti: Lino De Venuto, Paolo Comentale, Giambattista De Luca, Nicola Borreggine, Ada Interesse, Emanuella Lomanzo, Renata Maurantonio, Gaia Miolla, Vitangelo Pugliese,Nicolò Restaini Caterina Rubini, Michele Scarafile, Anna Volpicella.

Regia e scena: Gianfranco Groccia

Fonica e luci : Nicola Santamato.

Scenotecnica : Emanuele Hila

C’era una volta (e c’è ancora) Pinocchio, nato dalla penna di Carlo Lorenzini (Collodi), letto e riletto, visto e rivisto innumerevoli volte, eppur sempre nuovo, prismatico e sfaccettato. Pinocchio nel suo difficile rapporto con il Padre, Pinocchio in tutte le diverse situazioni di instabilità che caratterizzano il complesso passaggio tra infanzia e adolescenza (nello specifico da burattino a bambino), così intriso di “tentazioni, colpe, punizioni, premi e pentimenti”.  Ancora: Pinocchio è davvero bugiardo? La risposta non è così ovvia come potrebbe apparire. Le bugie del burattino (mezzo di difesa !?) sono forse un pretesto “letterario” per far emergere meglio e nel modo più semplice possibile la faticosa transumanza nel mondo reale degli adulti, dove nulla viene perdonato, dove tutto si paga a caro prezzo, compresa una bugia o un semplice errore di valutazione.

Queste riflessioni prendono vita, corpo e fisicità nello spettacolo non solo attraverso il linguaggio verbale ma anche e soprattutto attraverso la forza dirompente e suggestiva della gestualità individuale e corale. Il susseguirsi delle vicende è oggettivata dalla presenza fisica di un’altalena, metafora essa stessa dell’esistenza incerta, barcollante ma anche sorprendente e aperta al lieto fine.

Il teatro abbatte la quarta parete e in questo specifico caso abbatte ogni parete creando una stanza immaginaria senza luogo e senza tempo, una stanza senza porte, spalancata e accogliente dove tutti i personaggi interagiscono fisicamente tra loro, anche quelli che non dovrebbero mai incontrarsi.

La fiaba di Pinocchio è la storia dell’umanità, anagraficamente adulta o adolescente che sia, la storia di ruzzoloni e di risalite, di capitomboli e di riprese, di cadute e redenzioni, nel tentativo sofferto e individuale di cercare “la strada giusta”, forse solo e semplicemente un senso alla propria esistenza! 

In fondo c’è un Pinocchio in ciascuno di noi!