Sessanta volti d’Italia chiedono di sostenere la ricerca

Benessere & Medicina

Lo chef Davide Oldani e l’influencer Giulia Valentina, fra i 60 testimonial fotografati da Giovanni Gastel per la prima campagna di comunicazione della Fondazione Ieo-Ccm 

La campionessa di sci e l’influencer sensibile all’impegno sociale. Il critico curatore d’arte e gli chef, i giornalisti e gli architetti, gli imprenditori e la cantante lirica, i filantropi, l’avvocato, la gallerista. Il mondo della moda e della musica, dell’editoria e della comunicazione. Ma anche direttori scientifici, e tanti medici. E’ la società civile che crede nella ricerca e, immortalata in 60 scatti in bianco e nero dal fotografo Giovanni Gastel, chiede a tutti di sostenerla. Professioni diverse, un unico appello che abbraccia anche il tema della prevenzione. Ha potuto contare su una maxi mobilitazione trasversale la prima campagna di comunicazione della Fondazione Ieo-Ccm, presentata a Milano.

Tanti volti noti hanno prestato la loro immagine alla causa, che la presidente della Fondazione, Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, riassume così: “Sensibilizzare sull’importanza del lavoro dei ricercatori, ma anche sulla necessità di preoccuparsi della propria salute quando si sta bene, far conoscere il lavoro dei medici e ovviamente invitare a donare per sostenere l’attività scientifica dei due Irccs milanesi” cresciuti sotto l’ala dell’oncologo Umberto Veronesi: l’Istituto europeo di oncologia e il Centro cardiologico Monzino. Ieo e Ccm in prima linea contro due ‘famiglie’ di malattie – cancro e malattie cardiovascolari – che “insieme sono responsabili dell’80% dei decessi per patologie in Italia”, ricorda Sandretto Re Rebaudengo.

E’ un progetto “a costo zero”, assicura l’art director della campagna, Luca Stoppini: “Tutti hanno dato il loro contributo a titolo gratuito, con entusiasmo e motivazione. Sono contento delle immediate adesioni ricevute dai tanti personaggi, professionisti e medici a cui ho chiesto di prestare la loro faccia. Così come loro hanno scelto di diventare protagonisti e partecipare a questo progetto, la campagna vuole coinvolgere direttamente e rendere protagoniste tutte le persone che la vedranno nei vari canali. Protagonisti si diventa anche donando il proprio contributo”. Il claim scelto è appunto ‘Lo chiedo anche a te!’. Le foto dei 60 testimonial con il loro messaggio viaggeranno sul web e sui social, ‘parleranno’ dai muri di diverse città, campeggeranno sulle pagine dei giornali.

Ci hanno messo la faccia dalla campionessa di sci Federica Brignone al musicista Saturnino Celani, dall’attrice Lella Costa al pastry chef Ernst Knam, dal presidente della Camera nazionale della moda italiana Carlo Capasa alla showgirl Melissa Satta, solo per fare qualche nome. Tanti anche i camici bianchi di Ieo e Ccm, in campo insieme anche ai manager dei due Irccs. “Negli sguardi di tutti ho letto entusiasmo e un senso di possibile vittoria, la voglia di dire con forza agli altri: ‘Partecipate, perché stiamo attaccando il male, non ci stiamo difendendo. E’ una battaglia che va combattuta positivamente’. E spero che questa sensazione sia passata – si augura Gastel – Quando scatto un ritratto il soggetto entra dentro di me, è filtrato da quello che sono ed esce in forma di interpretazione. Il lavoro per la Fondazione Ieo-Ccm mi ha aiutato a percepire che c’è ancora un mondo pronto a sostenere la ricerca con passione e amore, e di questo ringrazio di cuore”.

Iniziative come queste, sottolinea il giornalista Alan Friedman, fra i testimonial della campagna, “sono molto importanti, come lo è vedere tanti cittadini e persone che credono nel buono della società, in un momento storico in cui il Paese è senza una bussola”. Promette di divulgare il più possibile il messaggio sui social l’influencer Giulia Valentina, per la quale “l’impegno non finisce” con la foto scattata per la campagna. Nel mezzo milione di ‘follower’ che la seguono “ci sono tante ragazze e donne dai 18 ai 35-40 anni – spiega – Molte magari non si sono mai informate su temi importanti per la loro salute e spero di riuscire a renderle più interessate nei prossimi mesi”.

La campagna sarà visibile su schermi digitali distribuiti nelle città di Roma, Torino e Bologna e in affissione sui muri di Milano, dove sarà presente anche su tutte le pensiline del circuito BikeMi. E ancora, declinata sul canale web dei principali quotidiani italiani online. Previsto, oltre alla diffusione del messaggio attraverso i testimonial, un coinvolgimento diretto delle persone tramite il mini sito che ospita il progetto (www.lochiedoancheate.it): il portale, spiegano i promotori, presenterà una modalità di sostegno diretta da parte di tutti e chiederà una partecipazione attiva, invitando gli utenti a diventare anch’essi protagonisti, fotografandosi e pubblicando sul sito i propri volti e diffondendo l’appello della campagna attraverso tutti i canali social disponibili. Con Yoox il messaggio sarà ulteriormente diffuso in una cartolina creata ad hoc e inserita all’interno di tutti gli ordini di dicembre.

Il progetto ‘Lo chiedo anche a te!’ sarà inoltre sostenuto da un Charity Dinner Gala che si terrà martedì 11 dicembre al Teatro Vetra di Milano: aziende e celebrities che acquisteranno un tavolo contribuiranno direttamente alla raccolta fondi per Ieo-Ccm. “Il supporto delle Fondazioni è fondamentale in un Paese in cui si investe, in rapporto al Pil, molto poco sulla ricerca – sottolinea il direttore scientifico Ieo, Roberto Orecchia – Intanto i casi di tumore sono in aumento in Italia: secondo i dati Airtum, nel 2017 le nuove diagnosi sono state 370 mila, come se si ammalasse una città intera delle dimensioni di Verona. E c’è una popolazione” di ‘survivor’ “che ha raggiunto quota 3,4 milioni di persone”.

“Non si fa abbastanza – prosegue l’eserto – per la prevenzione, per cercare di incidere su stili di vita, condizioni ambientali e diagnosi precoce. C’è una profonda differenza nell’adesione agli screening, con tassi che variano dal 70-75% del Nord-Est al 15-20% di alcune regioni del Sud”. Orecchia invita a “non avere timore” e a credere nelle tante terapie oggi disponibili. E nelle promesse della “medicina di precisione”, della quale l’Ieo punta a diventare la ‘casa’. Un concetto che si allarga fino alla “prevenzione di precisione”, citata dal direttore scientifico del Ccm, Elena Tremoli, che chiama in causa soprattutto le donne “che spesso non conoscono neanche il loro rischio cardiovascolare”.