Lettera a un mare chiuso per una società aperta

Eventi & Spettacoli

di Ilaria Guidantoni

FASANO – La terza pubblicazione di Ilaria Guidantoni per Albeggi Edizioni è un diario intimo che diventa una lettera aperta di riflessione filosofica e politica sui cambiamenti che stanno scuotendo il mare nostrum. L’autrice affronta un viaggio nel Mediterraneo raccontando la storia di questo mare, culla della società cosiddetta occidentale, chiuso e per questo necessariamente creatore di una società aperta, e lo fa attraverso le voci di intellettuali che narrano il proprio punto di vista, spesso sospesi fra identità plurali. Dallo studio comparato delle due sponde del “mare bianco di mezzo” per gli Arabi, del mare dai tanti nomi dei Greci e del mare nostrum per i Romani, emerge un sistema di corrispondenze tra religioni, sulla concezione della famiglia e della donna, sulla tavola, sulle città. Si passa dalla sociologia ante litteram di Ibn Khaldoun, alla geografia cosmopolita del filosofo Immanuel Kant, al tentativo di superare la lacerazione tra due patrie del maître à penser Albert Camus, fino alla storiografia degli eventi vissuti di Fernand Braudel. E ancora, dal mare della continuità discontinua dello scrittore Pedrag Matvejevic o dell’identità nomade dello scrittore “bastardo” per natura, giornalista e intellettuale algerino, Amin Zaoui, per arrivare alla triste considerazione di un’Europa che sta divorando la propria madre, nido della civiltà classica. Il Mediterraneo è un mosaico di diversità che costituiscono la sua stessa ricchezza e identità, che non può essere che plurale. Il dialogo e la ricchezza delle differenze sono l’unica garanzia di pace, strumento per uno sviluppo sostenibile economicamente e culturalmente, prima che valore morale. Il libro ospita, tra gli altri, contributi dello scrittore marocchino Mohamed Berrada, dello scrittore egiziano Muhammad Aladdin, del giornalista algerino Mohamed-Chérif Lachichi, del giornalista e romanziere egiziano Ezzat al Kamhawi, dello scrittore greco Petros Markaris, del giornalista, scrittore e poeta siriano Mouhamad Dibo, della scrittrice libanese Leyla Khalil, e dei giornalisti e scrittori Francesco De Palo, Diego Zandel e Andrea Di Gregorio e del fotografo Mario Guerra.

Ilaria Guidantoni, giornalista, blogger e scrittrice, si occupa di temi legati alla cultura del Mediterraneo e del mondo arabo: dialogo tra le religioni, movimenti femminili e femministi, rilettura della storia e dei linguaggi. Fiorentina di nascita, vive e lavora tra Roma, Milano, la Toscana e Tunisi. E’ direttore del quotidiano culturale on line Saltinaria.it e consulente per varie realtà. Ha pubblicato Prima che sia Buio (Colosseo Grafica Editoriale, 2010); I giorni del gelsomino (P&I Edizioni, 2011); Tunisi, taxi di sola andata (NO REPLY Editore, 2012); Chiacchiere, datteri e thé. Tunisi, viaggio in una società che cambia (Albeggi Edizioni, 2013); i racconti Chéhérazade non abita qui (nel libro collettivo contro la violenza sulle donne Chiamarlo amore non si può) e  Mi chiamavano salice piangente (Mammeonline, 2014); Marsiglia-Algeri – Viaggio al chiaro di luna (Albeggi Edizioni, 2015), Il potere delle donne arabe (Mimesis Edizioni, 2015), Corrispondenze mediterranee, viaggio nel sale e nel vento e Viaggio di ritorno. Firenze si racconta (Oltre Edizioni, 2015). Ha portato per prima in Italia il poeta algerino di espressione francese, il Pasolini d’Algeria, Jean Sénac con la sua traduzione e curatela di Ritratto incompiuto del padre.

Ha collaborato con il Dizionario Enciclopedico delle Migrazioni Italiane nel Mondo (SERItaliAteneo, 2014). Ha partecipato in rappresentanza dell’Italia a Tunisi al I Forum internazionale sulle identità multiple nell’area dell’Euro-Maghreb organizzato dalla Commissione europea nel 2013. Ha ricevuto il riconoscimento della Giuria internazionale del premio per i Diritti Umani 2014, XVI edizione Salento porta d’Oriente, Omaggio a Nelson Mandela.