La moltiplicazione

Politica & Diritti

I partiti sono proliferati come cellule impazzite. Infatti, nel loro DNA non c’è nulla della comune matrice d’originaria appartenenza. Magari, gli uomini sono gli stessi, ma le loro ideologie sono andate a modificarsi a tal punto da averli fatti includere nelle ali opposte di un Parlamento che stenta a qualificarsi.  Gli “scontri”, ipotizzati, non ci sono stati. I paroloni sono rimasti inascoltati e il Bel Paese reclama tranquillità e concrete premesse per una ripresa, a nostro avviso, ancora ben lontana.

Insomma, da noi, l’elettorato moderato, anche se stremato dalla mancanza d’incentivazioni e di lavoro sicuro, conta ancora. Il tutto nello spirito di una democrazia che, nella Penisola, non è mai venuta meno. Del resto la precarietà, che non è nelle nostre corde, ci ha reso obiettivi su alcuni apprezzamenti di una politica” border line”. Il fronte dei “neutrali”, sempre che restino tali, proprio non c’interessa. Ora, giacché esiste una legge elettorale, non è semplice azzardare delle prospettive. A oggi, però, possiamo scrivere che i moderati hanno saputo, anche se disuniti, conquistarsi un loro spazio nella configurazione politico nazionale. Comunque, resta da verificare se, per il futuro, non necessariamente quello prossimo, tale posizione sarà mantenuta o, ancor meglio, rinforzata. Gli uomini, ma non solo quelli politici, sono soggetti a particolarismi e ambizione personale spesse dannosa per non perdere la “diretta” via.

. A nostro avviso, invece, la vera sfida per il futuro, questo sì prossimo, potrebbe essere il ritorno a un Grande Coalizione Politica capace, a fronte di un nuovo meccanismo elettorale, d’essere una controparte più che qualificata. Nel caso l’obiettivo fosse questo, resta indispensabile, già da ora, dare corpo a un programma percorribile che tenga conto che certe “differenze”, quando ci sono, non possono essere ignorate. Certo è che una bipolarità potrebbe garantire una politica più conforme ai nostri impegni in UE. Ne consegue che i mesi a venire saranno tutti importanti, se non decisivi, per dare un “imput” diverso al ruolo politico nazionale. Non sottacciamo che ci sono ancora aspetti politici da chiarire. Ma il tempo non manca.

 Limitando gli obiettivi a posizioni effettivamente realizzabili in una Penisola dove la burocrazia è radicata da troppo tempo. Al momento, non ci sono posizioni da verificare, né parafrasi ideologiche da decriptare. Il Presidente del Consiglio, politicamente indipendente, ha ben inteso che l’Esecutivo ha posto delle demarcazioni schematizzate da subito. L’importante, al momento, è che tutti i partiti dimostrino ai potenziali amministrati sintesi percorribili.

Giorgio Brignola