Mai più a corto di fiato: politica assente, medici in prima linea

Benessere & Medicina

Specialisti da tutt’Italia per la Rete regionale dell’Ipertensione polmonare

Centri esperti a Foggia, Bari, Acquaviva delle Fonti  

Di Riccardo Guglielmi

Se la cronaca è la storia della società e se la storia è maestra di vita è opportuno che il resoconto della Tavola rotonda “Mai più a corto di fiato”, inserita nel convegno Sharing Experience in PHA, Condivisione dell’esperienza nell’ipertensione polmonare, che si è tenuto al Nicolaus Hotel di Bari dal 30 novembre al 1 dicembre,  raggiunga, attraverso la corretta diffusione online della notizia, quegli amministratori pubblici, che benché invitati, non si sono presentati per sostenere  il  confronto democratico con i medici responsabili di strutture universitarie e ospedaliere che quotidianamente, con alto senso del dovere e spirito di sacrificio, sono da anni impegnati per rendere appieno operativa la Rete regionale per l’ipertensione polmonare, patologia apparentemente rara che, se non diagnosticata precocemente  e trattata correttamente, porta a morte chi ne è colpito nell’arco di 5 anni.

Il confronto serrato, condotto da un cardiologo giornalista, al quale ha partecipato Stefano Favale, Onofrio Resta, Marco Ciccone, Rocco Lagioia, Angelo Vacca, Donato Lacedonia, Daniele Brunetti e dal pubblico Giuseppe Galgano e Maria Aliani, ha trasmesso il messaggio che i Centri esperti, Foggia, Bari, Acquaviva delle Fonti, diventino presto nodi di una rete che sappia intercettare, identificare, prendere in carico la persona affetta da una malattia dai gravi disagi, stratificando e agevolando percorsi diagnostici, assistenziali e terapeutici.  Nel Policlinico di Bari esistono le competenze professionali per pensare a trattamenti avanzati come trapianto di polmone, alta diagnostica, ricerca (genetica e immunitaria), ma è necessaria una ferma volontà politica che indirizzi i flussi finanziari alle istituzioni pubbliche che fanno seria ricerca e valida assistenza. Investimenti reali, per la comunità e non per pochi privilegiati, capaci di soddisfare i bisogni di salute che noi tutti, utenti del Servizio sanitario richiediamo. Sono progetti che offrono prospettive di crescita e sviluppo a lungo termine e per questo poco amate dagli amministratori che preferiscono quelle immediate, sicuramente più efficaci a fini elettoralistici.  Formare medici, tecnici, infermieri, psicologi e terapisti significa creare posti di lavoro per un’economia di sviluppo reale non virtuale. «E’ di grande rilievo per la nostra Puglia – ha commentato Angelo Vacca, Prorettore UNIBA e direttore Medicina interna “Baccelli” A.O.U. Policlinico di Bari – la presenza di Centri ospedalieri e universitari in rete per la diagnosi e la cura dei pazienti con ipertensione polmonare» . E’ emersa dalla tavola rotonda una convergenza d’intenti tra le diverse istituzioni, Ospedale, Università e le differenti specialità, cardiologia, pneumologia e medicina interna, per rendere i Centri esperti della nostra regione nodi di una rete che in definitiva deve provvedere all’aumento della quantità e qualità di vita della persona che soffre. Fondamentale, anche per ridurre le spese, sarà l’integrazione con il territorio e l’assistenza domiciliare, homecare, telemedicina e caregiver. Un grido di allarme si è elevato dai medici che vogliono essere protagonisti non comparse, ascoltati dagli amministratori e che non  accettano di essere considerati responsabili delle inefficienze del servizio sanitario regionale che non prova a essere vicino agli utenti, ma che, al contrario, dimostra volontà punitive o coercitive verso gli operatori come per la vicenda delle liste di attesa e l’attività intramoenia. Con la speranza che la Rete regionale dell’ipertensione polmonare copra il sud della Puglia, la tavola rotonda, ha terminato il convegno, realizzato da Carlo D’Agostino, direttore della cardiologia ospedaliera del Policlinico di Bari, con la formula dell’interattività e della condivisione. E’ stato un evento formativo, ricco di contenuti e proposte operative per l’alto profilo scientifico e professionale dei docenti, Dore, Ghio, D’Armini, Vizza, giunti da tutt’Italia.