La stampa di sinistra a convegno si interroga

Politica & Diritti

Al teatro Brancaccio di Roma tutta la sinistra della stampa si è data appuntamento per stabilire il da farsi. Costoro, che costituiscono lo zoccolo duro di quella sinistra che vuole conservare il potere contro ogni evidenza, denunziano che “oggi si vuole propaganda senza filtri”; cioè dicono:

L’informazione che loro fanno in realtà la chiamano senza vergogna “propaganda”;

La propaganda è bene, sempre secondo loro, che abbia filtri; cioè è necessario che qualcuno (cioè loro) decida cosa propagandare e cosa no!

Pur riconoscendo che “la stampa ha difeso troppo lo statu quo” considerano questo un peccato veniale e quindi il nuovo potere deve spontaneamente ritirarsi per lasciare che la stampa continui a fare da filtro.

Dopo aver sostenuto e continuando a sostenere la assolutezza della ricerca tecnologica come nuovo assoluto culturale, economico, sociale, filosofico e quindi, teologico si meravigliano che uno dei frutti di quella ricerca –il web- premia i nuovi potenti e defenestra loro, i “conservatori” del diritto a filtrare.

Al lettore di questi fatti, la riunione del teatro Brancaccio appare una associazione di marziani che si permette di sostenere il diritto a disinformare (loro dicono: “filtrare”);

-diritto a disinformare da pretendere insistendo con quella arroganza contro la quale l’intero pianeta (ne fanno la disamina precisa) si rivolta consegnando le chiavi dei paesi a leader anche impreparati ma diversi da questi che vengono percepiti come veri banditi;

-dopo aver imposto le peggiori scelte possibili come l’euro, le migrazioni, la tecnoburocrazia, la turbo finanza, la disoccupazione sistemica figlia della tecnologia,… costoro pensano ancora di avere diritto a “filtrare” a go go…;

-quando poi interviene il padre (o come tale ritenuto) di questa associazioni di disinformanti, Eugenio Scalfari, ci si alza per una standing ovation quasi a chiedere: “aiutaci tu perché noi siamo persi”.

È una esperienza allucinante che ci dice che questi sono drogati dal potere che credevano di possedere e che non vogliono perdere pur percependo che la festa è finita.

A noi rimane un mondo preda delle loro creature che sarà difficilissimo neutralizzare. Come si potrà tornare a trovare lavoro se le tecnologie o i paesi esotici offrono lo stesso lavoro a nessun prezzo? Come si potrà tornare a fare piccola impresa se la burocrazia nazionale ed internazionale ti controlla e ti limita in tutto? Come si pensa che si possa vivere sereni se il peso della struttura pubblica impone fiscalità enormi?

Il disastro che il loro “filtro” ha favorito è la loro eredità..per fortuna il loro tempo è spirato.

Canio Trione