80 lavoratori a casa: il dramma dei dipendenti della Be Solution

Politica & Diritti

LATINA –  A Pomezia c’è un’Azienda che sta licenziando 80 lavoratori, che saranno lasciati a casa senza un’altra prospettiva di lavoro, senza possibilità di essere integrati in un’altra sede. Be Solution è infatti un’azienda che fa parte del gruppo Be-Think-Solve-Execute ed è articolata su quattro siti: Milano, Spoleto, Pomezia (Roma) e Pontinia (Latina). I primi tre svolgono attività assolutamente omologhe di trattamento documentale digitale, mentre a Pontinia vengono svolte attività di archiviazione materiale.

A denunciare la gravità della situazione, è intervenuta A Radio Cusano Campus, a “un giorno da ascoltare” di Misa Urbano e Arianna Caramanti, Loredana Ardito, delegata Fiom Cgil.

“Tra i principali clienti dell’azienda nel corso degli anni ci sono state anche le Banche, infatti noi ci occupavamo prettamente di digitalizzazione del materiale cartaceo, un lavoro molto delicato. Nel frattempo queste commesse sono state dismesse in maniera sistematica; nel 2008 acquisiamo la commessa Enel ma lo facciamo in maniera diretta, con affidamento diretto perché non era stato messo a gara il servizio e quindi era stato scelto soltanto l’operatore. Sempre nel 2008 un gruppo di miei colleghi viene mandato a Bologna, affiancato da dipendenti Enel sempre per acquisire le competenze e subentrare poi agli stessi mano a mano che sarebbero andati in pensione. Da questo momento nasce la collaborazione tra Be Solution ed Enel: noi svolgevamo lo stesso lavoro dei colleghi di Enel, sulle stesse piattaforme ed avevamo lo stesso contatto col cliente. Dopo ben dieci anni di lavoro fatto anche molto spesso di straordinari, anche notturni, Enel decide di fare una gara, legata anche alla realizzazione di una nuova piattaforma informatica che però si perde. Noi stiamo ora col contratto di dignità che scade a dicembre, pensiamo che ci si voglia liberare di noi perché poteva essere gestita in maniera diversa questa situazione. Il 22 dicembre finiamo il contratto di solidarietà e il 31 verremo mandati tutti a casa. La cosa grave è che siamo tutte persone tra i 40 e i 50 anni, con famiglie, figli alle spalle e situazioni non semplici. In più siamo quasi tutte donne, alcune molte vicine alla pensione, a cui mancava quello step in più per raggiungere la “tranquillità” dopo una vita di sacrifici. Il Ministero dello sviluppo economico e il Presidente della Regione Lazio si sono interessati sin da subito alla vicenda anche se non ci siamo ancora incontrati perché è tutto ancora fermo. Nel frattempo agiremo con azioni legali contro la nostra azienda e poi anche verso Enel perché ha quantomeno una responsabilità sociale verso di noi: ci uniremo tutti quanti e cercheremo di risolvere nel migliore dei modi la situazione perché l’unione fa la forza!”