Ilva: Tradite le promesse che Di Maio

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Ilva, Summa (Genitori tarantini): “Tradite le promesse che Di Maio ci aveva fatto in campagna elettorale. Parlavano di governo del cambiamento, ma in realtà c’è stato solo un cambiamento di governo. Questa forma di ricatto di obbligare la gente a scegliere tra lavoro o salute non può esistere”

Francesca Summa dell’associazione Genitori Tarantini è intervenuta ai microfoni della trasmissione “L’Italia s’è desta” condotta da Gianluca Fabi, Matteo Torrioli e Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sulla lettera inviata dai Genitori Tarantini a Di Maio. “Abbiamo scritto a Di Maio perché abbiamo ricevuto ai tempi una convocazione al Mise prima che venisse sigillato l’accordo con i nuovi acquirenti di Ilva –ha affermato Summa-. Abbiamo solamente ricordato a Di Maio che è accaduto tutt’altro rispetto a ciò che era stato detto in quell’incontro. Avevamo un minimo di aspettative, che almeno venisse tolta l’immunità penale ai nuovi acquirenti. In campagna elettorale veniva detto tutt’altro. Di Maio ha detto che è stato ottenuto il miglior risultato possibile nelle migliori condizioni possibili. A nostro avviso le migliori condizioni possibili sarebbero state la chiusura e la riconversione dell’Ilva. Noi nella nostra lotta non abbiamo mai escluso i lavoratori, anzi abbiamo chiesto che anch’essi venivano tutelati. Questa forma di ricatto di obbligare la gente a scegliere tra lavoro o salute non può esistere, non esiste neanche nella nostra Costituzione. Io avevo una figlia che è morta di tumore e avrei preferito tenerla con me anche senza lavoro, tanto non saremmo morti di fame. Avevamo incontrato anche il ministro della salute Giulia Grillo e avevamo esposto tutte le problematiche. Avevamo ripreso lo slogan del M5S in campagna elettorale: il governo del cambiamento, ma in realtà è stato solo un cambiamento di governo. La polvere che si deposita sui nostri davanzali c’è sempre. Quella non è polvere di stelle. Ieri a Taranto c’era vento di scirocco e l’aria era marrone. All’orizzonte non si vedeva neanche il siderurgico, uno poteva pensare che magicamente fosse scomparso ma purtroppo non è così”.