Riqualificato il monumento agli Austro-Ungarici nel cimitero comunale        

Cultura & Società

                     

Celebrazioni del centenario della fine della 1. Guerra mondiale

Mostre nelle scuole, nell’A.B.M.C.  e nei locali dell’ex Monastero del Soccorso

ALTAMURA – Importanti appuntamenti sono dedicati nel corso della prossima settimana  al tema del primo centenario della fine della 1. Guerra mondiale, che per l’appunto ricorre quest’anno. Tutte gli istituti di primo e secondo grado, tra cui il Liceo scientifico e il Liceo classico si sono impegnati nei giorni scorsi a realizzare dei lavori per ricordare la terribile guerra che si combatté sul fronte italo-austriaco negli anni 1915-18. Furono gli anni in cui le giovani leve italiane furono accomunati non solo da  sentimenti patriottici, ma soprattutto si fusero per la prima volta nell’orgoglio della lingua italiana. I dialetti regionali erano ancora le lingue di comunicazione verbale. L’analfabetismo imperava. Dal fronte giungevano ai propri cari cartoline di saluti in un italiano sgrammaticato, dalla grafia incerta. Molto di questo materiale è stato raccolto dagli studenti delle scuole e utilizzato come mostra documentale.

Una storia dimenticata nel tempo sotto l’incalzare di nuovi accadimenti nel corso del secolo scorso, ma che la nuova Amministrazione guidata dall’avv. Rosa Melodia si è impegnata a celebrare questo primo centenario con un ricco  programma che si svolgerà nell’arco di due giorni. L’iniziativa, patrocinata dal Ministero degli Esteri, della Difesa, dal presidente della Regione Puglia e dalla Città Metropolitana di Bari, è stata organizzata d’intesa con la Croce Nera Austriaca, da un Comitato Internazionale nominato dal Comune di Altamura, di cui fanno parte anche l’Istituto Storico Austriaco di Roma, l’IPASIC di Bari, Il Sacrario militare di Bari, l’Università degli Studi “A. Moro”, la Diocesi di Altamura-Gravina-Acquaviva delle Fonti, l’ABMC di Altamura e il Consolato Generale della Romania.

Il programma prevede per il giorno 24 novembre gli onori civili e militari al monumento ai caduti in piazza Zanardelli con la partecipazione del picchetto in armi e della Fanfara del 7° Reggimento Bersaglieri; l’inaugurazione delle mostre presso l’ABMC; la commemorazione al Sacrario Militare dei soldati austro-ungarici; e la visita all’ex campo di prigionia a Casale Sabini in via Santeramo.

Nel pomeriggio si terrà un incontro delle delegazioni a Palazzo di Città e nella giornata del 25 novembre un Convegno Internazionale di studi con illustri relatori provenienti da Austria e Romania, oltre a docenti ed esperti nazionali.

Nella Grande Guerra sono state coinvolte l’Italia il 23 maggio 1915 e la Romania il 28 agosto 1916, lottando accanto all’Austria-Ungheria. “Vorrei sottolineare nell’occasione di questo centenario, l’importanza di conoscere la storia comune della Romania e dell’Italia, ha dichiarato Lucretia Tanase, Console Generale della Romania a Bari”.

“È  un obbligo dovuto ai nostri antenati che, come ha detto il grande storico romeno Nicolae Iorga “non sono mai morti, ma vivono eternamente tra noi, o come un pugnale o come una benedizione”. Il riferimento a un tempo passato ci permette di comprendere gli sviluppi degli eventi storici di una nazione. Abbiamo il dovere di mantenerli vivi nella nostra memoria e di ricordare, ogni volta che abbiamo l’opportunità, i nostri soldati che riposano lontano da dove sono nati”.

Il sacrario degli austro-ungarici di Altamura ha creato e sta creando un legame con l’Europa e con i popoli di quei soldati dell’esercito austro-ungarico (austriaci, bosniaci, cechi, polacchi, ruteni, slovacchi, tedeschi, ungheresi, transilvani, di fede ortodossa, cattolica, protestante, ebraica e islamica) sepolti lontano dalle loro patrie, perché i loro nomi sono incisi sui marmi di questo monumento.

Il sacello, eretto nel 1934,  per mancanza di manutenzione ordinaria aveva subito nell’ultimo decennio un forte degrado.  Le lettere metalliche, con cui erano stati riportati i 1.023 nomi dei soldati, avevano accelerato il deterioramento del materiale lapideo. Il delegato della CROCE NERA AUSTRIACA, dott. Giovanni Mercadante, giornalista, scrittore e germanista già dal 2010 aveva interessato il Comune di Altamura ad intervenire.

Solo nel 2017 dopo varie sollecitazioni fatte tramite lo stesso organismo austriaco al Ministero della Difesa italiano di Roma, ci fu un incontro il 4 dicembre 2017 ad Altamura col Presidente della Croce Nera Austriaca prof. Friedrich Schuster,  col Tel Col. Giuseppe Annecca di Roma, col direttore del Sacrario d’Oltremare di Bari, Ten. Col. Donato Marasco, e con alcuni rappresentanti della precedente amministrazione  con i quali si stilò una relazione per la definitiva riqualificazione del monumento, i cui lavori sono stati realizzati nel mese di giugno scorso. Le spese sono da ripartire in tre  parti uguali.

La storia dei soldati austro-ungarici catturati sul fronte italo-austriaco e deportati al campo di prigionia di Casal Sabini viene descritta da G. Mercadante in due sue pubblicazioni: Altamura e la Caserma del 31. Reggimento Carri/Schena Ed./Fasano/2000; e Altamura, Il Codice Segreto della Nobiltà/Schena Ed./2010.

Viene fatto riferimento anche sulla Croce Nera innalzata in  via Santeramo nel 1998 con una epigrafe bilingue italiano-tedesco.

La storia di Casale vale la pena che venga conosciuta, non solo perché è una pagina importante della storia della Grande Guerra, ma anche per essere una pagina di storia del nostro Sud.

Alla cerimonia del 24 e 25 novembre prossimo saranno presenti i massimi rappresentanti della Croce Nera Austriaca:

-Peter Rieser, Presidente nazionale;

-prof. Friedrich Schuster, Presidente regionale Alta Austria;

-Brigadiere Johannes Kainzbauer, successore, Presidente regionale Alta Austria.

L’amministrazione comunale sta valutando l’opportunità di istituire ad Altamura un centro di Documentazione su tutte le guerre del secolo scorso per conservare la memoria storica condivisa della città.

Monumento ai soldati austro-ungarici

Lastre di marmo con i nomi dei soldati soldati austro-ungarici, cimitero comunale