Il Bari sul finale abbatte il bunker della Palmese: 1-0

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La legge del più forte ha la meglio sulla legge di Murphy. E già perché alla fine la costante pressione di novanta minuti del Bari, ha avuto la meglio sulla possibilità di una squadra forte che arrivava a Bari con mille problemi societari, quasi sempre riesce ad esaltarsi centrando l’impresa agognata. Ma alla fine il Bari ha scardinato la difesa calabrese con un gol sul finale di Mattera che ha dato giustizia ad una gara nella quale il Bari ha attaccato praticamente sempre.

Non che tutte le avversarie da incontrare sarebbero state facili, ma la gara di oggi aveva un coefficiente di difficoltà medio alto nonostante il gap societario tra le due squadre, col Bari di De Laurentiis collaudato per vincere il campionato, e con la Palmese messa su in fretta a furia, gravitante momentaneamente tra i quartieri nobiliari della classifica con soli quattro gol subiti – come il Bari – e con soli sette gol fatti, segno di una certa solidità difensiva ed un evidente anemia in attacco, dunque un match tra le due difese migliori del torneo.

Le ultime prestazioni del Bari di Cornacchini non lasciavano trasparire ottimismo, tra Marsala, Città di Messina e Castrovillari (senza dimenticare la gara con la Turris), e oggi la squadra era chiamata a dare una spallata alla piccola involuzione tecnico-tattica osservata fin qui nonostante la pericolosità degli avversari.

Squadra al completo tranne Aloisi ed il secondo portiere, dunque Cornacchini non ha avuto che l’imbarazzo della scelta nel far scendere in campo gli undici titolari, confermando il collaudato 4-2-3-1 con Marfella in porta, Nannini, Mattera (al rientro sopo la squalifica), Di Cesare e Turi in difesa, Hamlili e Bolzoni a centrocampo, Piovanello, Brienza e Floriano il tridente di centrattacco e Simeri in avanti.

Il tecnico della Palmese Franceschini (ex calciatore dal passato discreto con tanta serie A e B alle spalle), oggi squalificato (al suo posto Salvatore Gangemi), ha mandato in campo, invece, un 4-3-3 con Barbieri tra i pali, Piras, Cinquegrana, Bruno e Gambi in difesa, Chidichimo, Calivà e Lucchese a centrocampo, Saba, Outtara e Colica in attacco. Una squadra molto giovane con giocatori nati tra il ’97 ed il 2000 fatta eccezione per Gambi dell’86.

Il canovaccio è sempre il solito, il Bari che attacca e la Palmese che si difende molto bassa con tutti i suoi uomini, e se ha subito quattro gol lo si capisce subito in quanto si difende molto bene senza particolari affanni, tutti entro la propria area, mettendo ordinatamente spesso anche il muso fuori area rendendosi pericolosi anche in un paio di occasioni, la più clamorosa su calcio di punizione di Colica che ha mirato il sette, ma Marfella ha deviato da campione mandando la palla fuori. Poi il Bari ha cercato qualche contropiede pericoloso che avrebbe potuto gestire meglio, dopo di che si è affidato a cross e lanci lunghi, tutto materiale gestito bene dalla Palmese, una squadra molto giovane che nonostante la sua predisposizione nel difendersi non ha mai gettato la palla fuori. Una clamorosa occasione capita sui piedi di Brienza che da due passi spara sul portiere ad inizio gara, Brienza ancora all’asciutto in questa parte del torneo.

Il secondo tempo inizia sula falsa riga del primo col Bari che preme in avanti e la Palmese che si difende a denti stretti e con ordine. Scarse le idee per il Bari, gioco prevedibile, cross, lanci lunghi che si affida a San Brienza affinché possa inventarsi qualcosa, ma il copione non cambia. Forse occorrerebbe qualche innesto per dare più effervescenza in campo perché il risultato non si schioda anche grazie all’ordinata muraglia Palmese eretta davanti al Bari.

Si attacca da inizio gara, il Bari insiste senza freni, e la cosa diventa anche frustrante in quanto non si riesce a venirne a capo.

Mentre il tempo passa inesorabilmente, ci provano Neglia, Langella e Pozzebon a dare freschezza alla squadra e con un Bari a trazione anteriore si prova a scardinare la difesa palmese che con alcuni cambi si abbottona ancora di più. La gara diventa un vero e proprio assedio a Fort Apache dove il Bari spende tantissimo e, inevitabilmente, perde un po di lucidità.

Ma al 43′ il bunker calabrese finalmente si vìola. A furia di difendersi per 90 minuti alla fine il gol lo si subisce, è un po’ la legge del calcio: Mattera trova il varco per battere il muro della Palmese contro una difesa rocciosa che fino a quel punto non aveva sbagliato un colpo.

il Bari cerca di addormentare la gara considerati i sei minuti di recupero irrobustendo la difesa con Cacioli.

La partita termina così con la vittoria del Bari ed il consolidamento del primo posto con una nuova pretendente, la Turris che è a sei punti di distanza.

La gara di oggi è l’ennesima conferma che in questo campionato non verrà regalato nulla a nessuno e che per vincerlo occorrerà lottare per cento minuti. C’è voluto tanto sudore per avere la meglio sulla Palmese che si è dimostrata quella squadra tosta e difficile da battere.

Massimo Longo