Carità e pace: le priorità dell’Ordine del Santo Sepolcro di Gerusalemme

Cultura & Società

Al primo posto la crescita spirituale dei cavalieri

La crescita dell’Ordine, sottolinea Papa Francesco, dipende dall’incessante impegno dei dirigenti locali o luogotenenti presenti in oltre 30 nazioni del mondo. Uno sviluppo che è legato però allo scopo principale dei Cavalieri: la propria crescita spirituale. Servono quindi sempre adeguati programmi formativi religiosi per ogni cavaliere e dama, a partire dall’esempio di vita spirituale dei dirigenti.

Per quanto concerne, poi, la vostra missione nel mondo, non dimenticate che non siete un ente filantropico impegnato a promuovere il miglioramento materiale e sociale dei destinatari. Siete chiamati a porre al centro e come scopo finale delle vostre opere l’amore evangelico al prossimo, per testimoniare dappertutto la bontà e la cura con cui Dio ama tutti.

Il “martirio bianco” della Chiesa nei paesi democratici

E’ compito infatti di vescovi, sacerdoti e diaconi ammessi nell’Ordine assistere i cavalieri con momenti di preghiera comunitaria e liturgica e di catechesi. Poi Francesco ricorda il dramma dei cristiani perseguitati:

È di fronte al mondo intero – che troppe volte volge lo sguardo dall’altra parte – la drammatica situazione dei cristiani che vengono perseguitati e uccisi in numero sempre crescente. Oltre al loro martirio nel sangue, esiste anche il loro “martirio bianco”, come ad esempio quello che si verifica nei paesi democratici quando la libertà di religione viene limitata. E questo è il martirio bianco quotidiano della Chiesa in quei posti.

L’icona di Nostra Signora dei cristiani perseguitati

All’opera di soccorso materiale verso le popolazioni, il Papa esorta i cavalieri “ad associare sempre la preghiera, a invocare costantemente la Madonna, che voi venerate col titolo di ‘Nostra Signora di Palestina’”. E annuncia la benedizione dell’icona di Nostra Signora dei Cristiani Perseguitati, che i cavalieri porteranno in tutte le luogotenenze perché li accompagni nel cammino. Nella preghiera finale, il Pontefice invoca la sollecitudine di Maria per la Chiesa in Terra Santa e in Medio Oriente, “insieme alla sua speciale intercessione per coloro la cui vita e la cui libertà sono in pericolo”.