Maletiempu in Sud Africa

Cultura & Società

Il duo folk tradizionale salentino composto da Rachele Andrioli e Rocco Nigro porta la sua ultima opera discografica, Maletiempu, in Sud Africa. Per quest’occasione l’istituto Italiano di Cultura di Pretoria ha organizzato una tournée che toccherà le principali città sudafricane, dove il duo si esibirà sia nel proprio repertorio, principalmente attinto da Maletiempu, che in collaborazioni sinergiche con artisti locali.

Il calendario dei concerti è il seguente:

24 novembre ore 18:00: Brooklyn Theatre, Pretoria. Per info e prenotazioni: http://www.brooklyntheatre.co.za/pages/info/MaletiempuItalia.html

25 novembre ore 12:00: Nirox Foundation, Krugersdorp. Per info e prenotazioni: https://niroxarts.com/

26 novembre ore 19:00: Theatre on the Square, Johannesburg. Per info e prenotazioni: https://online.computicket.com/web/event/andrioli_nigro_duo_italy/1270484914/0/90471127

27 novembre ore 19:00: ERT Theatre, Sasolburg. Per info e prenotazioni: https://online.computicket.com/web/event/andrioli_nigro_duo_italy/1270484914/0/90471127

1 dicembre ore 16:00: Jazz in the Native Yard, Guguletu, Cape Town. Per info e prenotazioni: https://www.facebook.com/nativeyards

Rachele Andrioli (voce) e Rocco Nigro (fisarmonica) sono due giovani autori e interpreti che lavorano a una proposta con tratti innovativi, tra un ben radicato tratto salentino e una dimensione decisamente nuova, tra “world music” e nuove “sensibilità musicali” contemporanee. Oltre a individuali percorsi formativi e di ricerca, che hanno visto i due artisti misurarsi con il cantautorato, esplorare i territori musicali del tango, del fado, aggiungendo influenze moderne e aprendosi al Mediterraneo, il duo ha realizzato tre pubblicazioni discografiche: Malìe, Maldimè e Maletiempu, che hanno ottenuto un notevole successo di pubblico e critica, anche in ambito internazionale, prodotti dall’etichetta salentina Dodicilune.

Maletiempu (2018) è il loro terzo progetto discografico prodotto, come i precedenti, da Eraldo Martucci e dall’etichetta Dodicilune di Gabriele Rampino e Maurizio Bizzochetti per la collana editoriale Fonosfere. L’affiatato duo continua a far rivivere con sensibilità moderna i canti della tradizione del Sud Italia, non trascurando però di fornire il proprio personale e originale apporto, mescolando pezzi tratti dalle tradizioni regionali (come Nunna Nanna, Tanti Suspiri, Vanni Dell’Uorto) a brani inediti (Maletiempu, Occhi, Zumpettana).

Per un musicista salentino d’oggi, tutto nasce laddove tutto ha radice, cioè dalla tradizione. La relazione profonda con la tradizione è sentita come “originaria”. Una faccenda più che profonda, quasi un’ossessione, con significati antichi, arcaici. Qualcosa di religioso, o meglio di “devozionale”, di cui non si può fare a meno. I testi del repertorio popolare sembrano chiari ed espliciti ad una prima lettura, ma poi si rivelano pieni di sottintesi e di ambiguità. Questa terra che ha il mare di qua e di là, ti fa esperto di quell’attesa poetica, ti ricorda un che di malinconico, di “atlantico” come nel fado portoghese. C’è, si riconosce, una “malinconia salentina” in musica. Il duo traccia un percorso ben preciso, una successione di arie popolari, di omaggi a voci femminili e di brani inediti. Si sale, un salto dopo l’altro, dalla musica tradizionale del Sud Italia alla canzone popolare Italiana (Matteo Salvatore, Rosa Balistreri, Gabriella Ferri, Domenico Modugno…) e del mondo (Edith Piaf, Amalia Rodriguez, Chavela Vargas…).

“In questa nostra quotidianità si osserva il ruolo cruciale dell’emigrazione. Si apprende attingendo al passato, per poterlo proiettare verso un futuro incerto”, sottolinea nelle note di copertina Eraldo Martucci, produttore e critico musicale. “Traspare ancora il naturale istinto di conservazione delle proprie tradizioni. Ci si sposta verso un altro territorio, ma si conservano le sfumature ed il sapore del proprio luogo d’origine. Tutto questo ci conduce verso la più semplice delle consapevolezze: anche lontani dalla propria terra, ci si circonda ancora di ciò che ricorda o richiama la propria casa. E proprio l’arte, in questo caso quella dei suoni, appare come ciò che ha sempre costituito un linguaggio universale: la voce, gli strumenti musicali e le note viaggiano da secoli. È un viaggio non solo verticale, con la trasmissione del proprio patrimonio da una generazione all’altra, ma che investe anche un’insolita mobilità orizzontale, nello spazio, da un paese all’altro”, prosegue Martucci. “Ed è quello che accade soprattutto nei canti popolari, in cui la distanza di secoli e luoghi viene annullata come per incanto, ritrovando ancora una volta nuova e fresca vita grazie alla voce di Rachele Andrioli ed alla fisarmonica di Rocco Nigro. Tutte le tracce presenti in questa produzione risentono dell’esperienza che il duo ha vissuto in questi anni fuori dal territorio, confrontandosi con le realtà locali incontrate nel percorso. Una sorta di “emigrazione” che ha loro consentito di portarsi il proprio habitat, e di implementarlo però dall’incontro con le altre culture. Una casa musicale mobile, dunque, ricca ovviamente della musica popolare meridionale e salentina in particolare”.