Università: come affrontare le spese per l’istruzione dei propri figli

Cultura & Società

BARI – Materie scientifiche o umanistiche, facoltà maggiormente gettonate o scelte più naïve, università pubbliche o private, la costante è sempre il costo. Affrontare le spese per garantire una buona e solida istruzione ai propri figli, lascia passare per un futuro stabile, è tutt’altro che facile per qualsiasi famiglia, a causa dell’onerosità delle voci da includere nel computo totale.

Le università italiane, fortunatamente, pur figurando nelle posizioni di rilievo delle varie classifiche mondiali (benché non nei primissimi posti), richiedono uno sforzo finanziario minore rispetto, ad esempio, agli istituti americani. Di contro, non essendo previsti meccanismi di prestito come nei paesi scandinavi, e mancando un sistema efficiente di erogazione delle borse di studio, il costo grava tutto sulle spalle dello studente, e dunque della sua famiglia di provenienza. Di quanto stiamo parlando?  

Moneyfarm ha stimato il costo di un ciclo universitario triennale in alcuni tra i principali atenei italiani. Le rette universitarie sono legate al reddito, sulla base del metodo ISEE. Per la fascia più bassa, il costo si aggira attorno a 450-500€, che sale oltre i 700€ nel caso degli appartenenti alla III fascia. Non esattamente spiccioli. Naturalmente, molto dipende dall’università. A nord, il costo è mediamente più alto, circa l’8% in più rispetto agli istituti del sud. I più facoltosi non se la cavano con poco. Chi oscilla in una fascia dai 60 mila ai 100 mila euro annui arriva a superare i 2000€ di retta.

Non finisce qui. Alle tasse vanno aggiunte altre voci, quali i libri di testo, vitto, alloggio e trasporto. Per i pendolari, si parla di circa 50-100 euro mensili, a seconda della distanza dalla sede universitaria. Altri 500€ annui minimo che gravano sulle spalle delle famiglie. Altrimenti, c’è l’opzione dell’affitto, che tuttavia è una specie di mannaia. Con Roma e Milano siamo ai limiti dell’impraticabilità: gli affitti nelle due metropoli italiane sfondano i 400€ mensili, in alcuni casi i 500€. Altrove, i costi sono più bassi, ma la media nazionale si aggira comunque intorno ai 380€ al mese. E poi, i libri, per i quali occorre sborsare una somma che varia dai 400 ai 1000€ al mese per le facoltà più dispendiose (es. Medicina). In totale, il ciclo di studi di uno studente de La Sapienza di Roma, con un reddito tra i 20.000 e i 60.000 euro, arriva a costare oltre 35.000€; leggermente inferiori i costi a Napoli o Bologna.

In tutto ciò, fondamentale è saper affrontare per tempo la questione università. Sarebbe opportuno prevedere un piano di investimento sicuro per mettere da parte il denaro necessario. Più l’investimento è a lungo termine, maggiori saranno le risorse a disposizione. La lungimiranza, in tal caso, è fondamentale. Naturalmente, non tutti possono permettersi di accantonare somme 10 o 15 anni prima rispetto all’inizio del percorso universitario del proprio figlio. Un’opzione molto praticata è quella che vede lo studente contribuire al proprio finanziamento, con lavori saltuari (quasi mai in regola), che però ne limitano sovente il rendimento universitario. Le borse di studio, sia quelle erogate dalle università che quelle regionali, dovrebbe sopperire alle difficoltà delle famiglie ma, come detto, ciò avviene in maniera sporadico e poco efficace. Su questo fronte, c’è molto da lavorare.