Tav? Vediamo se la Lega venderà il Piemonte ai 5 Stelle

Politica & Diritti

Stefano Esposito (PD):  La sindaca Appendino è scappata a Dubai, il coraggio non è una dote che appartiene ai 5 Stelle. Tap? Di Maio si è inventato la penale per giustificare le balle raccontate ai pugliesi”. Su Roma: “La risposta sprezzante di Raggi a chi ha manifestato la qualifica per quello che è. Referendum Atac? Voterei no”

Stefano Esposito, ex parlamentare del Pd ed ex assessore ai trasporti della giunta Marino a Roma, è intervenuto ai microfoni della trasmissione “Ho scelto Cusano – Dentro la Notizia” condotta da Daniel Moretti su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

Sul Tav. “Che i grillini fossero no-tav lo sapevamo, che la Lega possa decidere di vendere il Piemonte attraverso la Torino-Lione sull’altare dell’alleanza con il M5S è un tema più interessante –ha affermato Esposito-. Tra qualche mese si voterà per le elezioni regionali e sarà curioso e interessante vedere come Salvini e il centrodestra potranno presentarsi in Piemonte dando un avallo alla scelta grillino. In tutto questo segnalo che le sindache elette dal M5S sono particolarmente coraggiose, infatti Appendino, di fronte all’appuntamento di oggi in consiglio comunale, è partita per Dubai proprio per evitare di essere presente. Il coraggio non è una dote che ha particolarmente sviluppata chi ha ruoli di responsabilità nel M5S. Dico di far attenzione anche al piano b della Tav, che prevede il raddoppio dei binari sulla linea storica. Tra Collegno e Grugliasco dovranno essere abbattute oltre 100 case, per un totale di 400 famiglie, oltre 1500 abitanti che dovranno essere deportati. Siamo di fronte ad un livello di dilettantismo su materie così importanti che credo l’Italia non si possa permettere. Consiglio vivamente la Lega prima di fare accordi col M5S di approfondire la materia. La Lega ha preso moltissimi voti in Val di Susa dicendo sì alla Torino-Lione, sono curioso di vedere come potrà cambiare oggi”.

Sul Tap. “La penale sventolata da Di Maio non è mai esistita –ha dichiarato Esposito-. Come in qualunque altro contratto, è prevista la possibilità di fare causa. Ci sarà poi un giudice che stabilirà se chi ricorre ha ragione o torto e quanti soldi dovrà a avere.

Di Maio invece ha raccontato l’ennesima balla affermando che in caso di rescissione del contratto, lo Stato avrebbe dovuto pagare 20 miliardi. Lui ha fatto questa operazione pensando già alla Tav. Ha pensato di dire: ‘siamo costretti a rinunciare a bloccare il tap, per giustificarlo mi invento la penale, così quando non faremo la tav, che invece costa solo 2,5 miliardi di penale, dirò: avete visto, la tap non potevamo non farla invece il tav si poteva bloccare e l’abbiamo bloccato’. E’ tutta una grande bugia. Hanno raccontato bugie ai cittadini pugliesi, ma loro sapevano già che la situazione era così quindi stanno semplicemente cercando di uscire dall’angolo in cui si sono cacciati. Mi auguro che i cittadini pugliesi e tutti i cittadini italiani aprano gli occhi e si accorgano di essere stati turlupinati durante la campagna elettorale”.

Su Roma. “Quando un eletto, che sia un sindaco o un parlamentare, commenta una manifestazione democratica in quel modo sprezzante qualifica le sue caratteristiche –ha affermato Esposito-. Le manifestazioni vanno tutte rispettate. Fossi stata nella sindaca avrei ringraziato i cittadini per la manifestazione  e gli avrei detto: vi sbagliate, perché la nostra amministrazione sta lavorando. Invece insultarli e far balenare chissà quali disegni dietro questa manifestazione, qualifica lo stato di nervosismo e di approssimazione che contraddistingue in questo momento la povera Raggi. Io credo che i problemi di Roma siano ormai sotto gli occhi di tutti e credo che la Raggi invece di insultare si dovrebbe interrogare su come dare una svolta ad un’amministrazione che ha sprofondato ulteriormente Roma in una situazione di degrado e di invivibilità”.

Sul referendum dell’11 novembre su Atac. “Già quando ero assessore dissi che ritenevo sbagliata l’idea di privatizzare Atac, ancora di più oggi in una situazione in cui Atac è sostanzialmente quasi fallita. Diamo tempo al processo di risanamento, quando l’azienda verrà risanata sarà possibile fare valutazioni. Quindi oggi se fossi a Roma voterei no al referendum”.