Orrore in India, 20enne violenta un’anziana di 100 anni.

Cultura & Società

Sull’India lo spettro delle violenze sessuali sempre più diffuse su donne di ogni età, casta e ceto sociale

I casi di violenza sulle donne riempiono le cronache qui come all’estero, anche con una brutalità senza limiti. Una violenza cieca immune a qualunque tipo di freno inibitore. Una malvagità che lascia senza parole. Eppure è potuto succedere: ed è accaduto in India, in uno sperduto villaggio del distretto di Chakdaha, nello stato federato del Bengala Occidentale, dove una donna, un’anziana di 100 anni, è stata violentata da un 20enne. L’anziana, dormiva su una branda quando è stata aggredita, a detta della polizia locale giovedi. La nipote della vittima che ha sentito la nonna urlare, si è precipitata in camera da letto e ha visto l’autore della violenza mentre fuggiva. Il 20enne è stato arrestato il giorno successivo. Ha confessato il crimine adducendo la scusa di essere ubriaco. La condizione della donna è stabile. Secondo Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti” si è svolto l’ultimo crimine a sfondo sessuale dell’India, un’atrocità che ha choccato il mondo. La radice del problema? Una società patriarcale sopravvissuta all’impatto con la globalizzazione che ancora oggi, nelle campagne come nelle metropoli del boom indiano, in larga parte discrimina sistematicamente le donne indiane di ogni età, casta e ceto sociale.