Lanciato Spacelab: un progetto per 14 mila adolescenti

Ambiente & Turismo

Il disegno del logo ricorda uno Shuttle, il nome è Spacelab, ma è un progetto con i piedi ben piantati per terra. Anzi, sul territorio. Coinvolge 46 realtà: scuole medie e superiori, sei cooperative sociali, cinque ambiti territoriali, Csi e Ats di Bergamo, associazioni ed enti di promozione turistica, reti museali. E, soprattutto, si rivolge a circa 14 mila adolescenti.

I protagonisti, infatti, dovranno essere soprattutto loro: i ragazzi. Perché «Spacelab – Laboratori di comunità Educante ed Inclusiva» si pone due obiettivi ambiziosi: il contrasto della povertà educativa e la prevenzione della dispersione scolastica. Il progetto, che vede come capofila  la Cooperativa Sociale ‘Il Piccolo Principe’ di Albano Sant’Alessandro, è stato finanziato con oltre 770 mila euro grazie al sostegno dall’impresa sociale “Con i bambini”, nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile.

Il territorio di riferimento è molto vasto. L’iniziativa si svilupperà tra Valle Seriana, Val Cavallina, Alto e Basso Sebino. «Il progetto è diviso in 12 azioni – spiega il responsabile, Gilberto Giudici -. Alcune di queste si propongono di migliorare l’orientamento scolastico, immaginando che questo possa migliorare il successo negli studi dei ragazzi. Sono previsti anche percorsi di accompagnamento individuale al passaggio tra scuola secondaria di primo grado e di secondo grado».

Un momento della presentazione all’Istituto “Romero” di Albino

Un ruolo cruciale lo giocheranno le scuole. «L’idea è di farle diventare dei veri e propri poli culturali – prosegue Giudici -. Scuole aperte anche al pomeriggio per attività non necessariamente rivolte agli studenti di un istituto. Tutto questo permettendo anche un travaso delle competenze tra ragazzi». Altre azioni, spiega ancora il responsabile del progetto, saranno quelle «che vanno nell’ottica dell’intercettazione precoce delle situazioni a rischio. Questo attraverso degli sportelli, ma anche con la presenza di educatori all’interno degli spazi scolastici. Ci siamo creati, ad esempio, l’educatore di intervallo, l’educatore di corridoio e altre forme di avvicinamento».

Sono numerose le attività che già nell’anno scolastico in corso verranno avviate con studenti e famiglie nel ruolo di protagonisti.

Scuola aperta: attivazione, in 5 presidi territoriali, di esperienze aggregative, ricreative, culturali, sportive, all’interno degli istituti scolastici in orari pomeridiani.  

Spazio di Atterraggio: apertura di un Centro polifunzionale, che coniughi attività di ristorazione e pubblico esercizio, con attività educative, culturali, ricreative, realizzate con ragazzi e genitori.  

Bussola e Rosa dei Venti: laboratori per migliorare l’orientamento dei ragazzi nella scelta del percorso scolastico e della sua prosecuzione, nonché per far conoscere il mondo del lavoro.  

Radar: interventi di ascolto ed intercettazione precoce dei disagi nelle scuole, con sportelli per studenti/genitori e docenti oltre alla presenza di personale educativo nei momenti informali.  

May Day: interventi per gruppi di genitori.  

Propellente e Orbita: iniziative volte a favorire l’inclusione di ragazzi e famiglie di origine straniera.  

Stargate: progetti specifici, personalizzati e/o di gruppo, per ragazzi a rischio dispersione e di abbandono della scuola.