Il Lago d’Iseo ha una nuova isola

Ambiente & Turismo

di  Nicola Andreoletti

Galleggia su 25 mila bottiglie di plastica e intanto depura l’acqua del Lago d’Iseo. L’Isola che non c’era, un progetto dell’Istituto “Celeri” di Lovere, è stata messa in funzione oggi al Circolo nautico “Bersaglio” di Costa Volpino. Un debutto sotto gli occhi di tanti bambini e ragazzi delle scuole, dal Sebino alla Val Camonica.

L’isola è nata in seguito a un progetto di alternanza scuola-lavoro dal nome “La cultura addosso”. Durante un’esperienza ad “Alcatraz”, la “Libera Università” di Jacopo Fo a Gubbio, è maturata l’idea di un’isola galleggiante capace di ripulire le acque del lago. I ragazzi, guidati dall’insegnante di Informatica Fabio Campagnoni, hanno in seguito dato forma al progetto.

Oltre ad approfondire gli aspetti tecnici, i ragazzi si sono impegnati a cercare i finanziamenti per varare “L’isola che non c’era”. Hanno dato il loro contributo l’Associazione generale cooperative italiane, aziende e artigiani della zona e anche la Pietro Beretta spa. Quest’ultima ha messo anche a disposizione un ingegnere, Giuseppe Ragazzoni, che si occupa di ambiente e sicurezza e ha aiutato gli studenti a sviluppare il progetto.

Sono stati due studenti, questa mattina, a spiegare come funziona l’isola. «Attraverso l’energia fornita da pannelli solari, una pompa pesca l’acqua dal lago e la fa passare attraverso due vasche per poi riversarla di nuovo nel lago», ha detto Sara Spumini. «La prima vasca è costituita da ghiaia e piante. L’acqua passa all’interno e, grazie alternarsi di zone con tanto ossigeno e poco ossigeno, avviene un primo filtraggio. La seconda vasca, invece, replica un ecosistema naturale, come fosse uno stagno. Qui l’acqua viene ulteriormente purificata prima di essere immessa nel lago depurata di circa il 97% degli inquinanti. Il ritmo è di circa cinquemila litri al giorno», ha aggiunto il compagno Alessandro Metelli.

Per arrivare al traguardo è stata fondamentale anche la collaborazione di bambini e ragazzi. «Oggi qui c’è la rappresentanza dei circa quattromila alunni tra materne, elementari e medie che si son dati da fare per raccogliere le 25 mila bottiglie che fanno galleggiare l’isola – ha detto Fabio Campagnoni -. Vogliamo premiare le scuole che più hanno contribuito. Anzitutto l’Istituto comprensivo di Darfo, dove è stata raccolta circa la metà delle bottiglie. Un premio va anche ai più piccoli: a Lovere ha raccolto bottiglie pure la scuola materna. Vogliamo poi premiare la scuola che ha raccolto più bottiglie pro capite: a Branico 60 bambini hanno raccolto circa 6 mila bottiglie».

Il progetto non si ferma qui. L’isola, infatti, ora verrà “vestita”. «Questo primo prototipo non è bellissimo esteticamente – ha aggiunto Campagnoni -. Abbiamo quindi chiesto agli studenti che frequentano il liceo artistico al “Celeri” di suggerirci delle idee. Faremo un concorso in internet per decidere forma e nome dell’isola». In arrivo ci sono altri progetti legati alla robotica e all’internet delle cose.