Retribuzioni Italia/Germania

Politica & Diritti

 Dato che nostri Lettori ci hanno chiesto di fare dei raffronti tra il costo della “vita” in Germania e in Italia, pur non essendo la questione di specifica pertinenza dei nostri interventi, proviamo a offrire un nostro parere, che chiediamo di considerare solo come tale. Abbiamo preso in esame l’evoluzione dell’economia tedesca dal momento dell’unificazione (fine 1990). Poiché consideriamo solo questo procedimento come attendibile.

 Per gli anni precedenti, è ovvio, ogni raffronto tra l’economia italia e quella delle “due” Germanie non avrebbe avuto pregio per una serie d’ovvi, e scontati, motivi. Ciò premesso, rammentiamo che a, differenza dell’Italia, la Germania è costituita da “Lander” con retribuzioni, contratti di lavoro e imposizioni fiscali differenti tra loro (con una variazione media del 20%, in più o in meno, su tutto il territorio della Repubblica Federale).

Restando su un livello generale, le paghe orarie (valore medio), a parità di qualifica, variano tra i 25 e i 18 Euro (al lordo delle trattenute previdenziali e fiscali) e sono più alte di quelle italiane.

Ne consegue, che un lavoratore dipendente qualificato tedesco, con media anzianità di servizio, può percepire uno stipendio tra i 2400 e i 3200 Euro mensili (al lordo d’imposta). In Italia, con le stesse qualifiche, i lavoratori avrebbero uno stipendio (lordo) di, almeno, il 35 % inferiore.

 Questo sono dati accertati. Più interessante, ma non intendiamo cimentarci in merito, se non espressamente richiesto, sarebbe analizzare il costo della “vita” nelle due Nazioni prese a confronto sotto il profilo meramente retributivo. Con la premessa che in Germania i prezzi dei prodotti non alimentari sono più elevati di quelli italiani.

Giorgio Brignola