Conti dormienti, come recuperare i propri soldi

Cultura & Società

Può capitare di trovare in fondo a un cassetto un libretto dimenticato da un nonno o da un genitore. In passato queste forme di risparmio erano più diffuse e magari non si sa bene come comportarsi per recuperare i soldi. Anzitutto può essere utile sapere che, in alcuni casi, serve affrettarsi.

Da novembre inizieranno infatti a scadere i termini per l’esigibilità delle somme relative ai primi “conti dormienti” affluiti al Fondo Rapporto Dormienti nel novembre 2008. Come ha ricordato il Ministero dell’Economia e delle Finanze, al Fondo affluiscono, fra l’altro, somme inutilizzate relative a strumenti di natura bancaria e finanziaria, di importo non inferiore a 100 euro, non più movimentati dal titolare del rapporto o da suoi delegati per un tempo ininterrotto di 10 anni, decorrenti dalla data di libera disponibilità delle somme.

«Nella categoria dei “conti dormienti” rientrano quindi, non solo depositi di denaro, libretti di risparmio (bancari e postali), conti correnti bancari e postali, ma anche azioni, obbligazioni, certificati di deposito e fondi d’investimento, contratti di assicurazioni vita, nonché assegni circolari non riscossi entro il termine di prescrizione – spiega Mina Busi, presidente di Adiconsum Bergamo -. Il termine di prescrizione si applica trascorsi 10 anni da quando le somme, precedentemente non movimentate per altri 10 anni, sono state trasferite al Fondo, fatta eccezione per gli assegni circolari che hanno termini diversi di prescrizione».

In pratica, dunque, si tratta di somme mai movimentate per 20 anni. «Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ritiene comunque opportuno invitare ad effettuare una verifica puntuale sull’esistenza di “conti dormienti” intestati a proprio nome o a nome di familiari di cui possano risultare eredi, al fine di inoltrare, nel caso, domanda di rimborso in tempo utile – prosegue Mina Busi -. Per la ricerca di eventuali polizze vita bisogna rivolgersi al “Servizio ricerca coperture assicurative vita” dell’Ania. Dopo il monitoraggio dell’Ivass, l’Istituto di vigilanza delle Assicurazioni, lanciato nel dicembre 2017, sono state intercettate più di 187 mila polizze “risvegliate”, cioè pagate o in corso di pagamento, per un valore di 3,5 miliardi di euro. Vi sono ancora 900 mila polizze da controllare».

Come recuperare i propri soldi

Adiconsum informa che, per il recupero del denaro presente nei depositi dormienti, è necessario inoltrare una domanda di rimborso, che può essere redatta accedendo al sito internet Consap, nella quale devono essere inseriti, con estrema precisione, tutti i dati e le informazioni necessarie a chiarire la propria posizione. Bisogna inoltre presentare il proprio documento di identità, codice fiscale e in caso di eredi il certificato di morte del titolare.

La domanda, insieme a tutta la documentazione, può essere presentata esclusivamente in forma cartacea, mediante lettera raccomandata a/r, all’indirizzo: CONSAP S.p.A. Rif. Rapporti Dormienti- V. Yser 14 – 00198 Roma o mediante raccomandata a mano da depositare presso la sede della società. Per informazioni circa le modalità di presentazione della domanda e altri chiarimenti è attiva una la mail: rapportidormienti@consap.it.

Occorre tenere presente che la presentazione della domanda è gratuita ma, in caso di accoglimento, l’istituto provvederà a trattenere una percentuale sulla somma per l’istruzione della pratica e le spese vive. «La procedura – sottolinea Adiconsum – ha una tempistica piuttosto lenta, data dall’alto numero delle richieste. Questo ha provocato non pochi malumori, ma al momento è l’unica strada percorribile per recuperare queste somme».