Boncuri chiude i battenti, il bilancio è positivo

Cultura & Società

Il campo sarà smontato e rimontato poi a giugno 2019. Ok regole di accesso e trasporti

Si è conclusa questa mattina la stagione 2018 del campo di Boncuri, destinato all’accoglienza dei braccianti extracomunitari. La foresteria da oggi non è più operativa e nel giro di qualche giorno i moduli abitativi verranno smontati e sistemati in deposito sino a giugno 2019 e alla prossima stagione di accoglienza. Si tratta, com’è noto, di 80 “casette” con quattro posti letto ciascuna, che possono ospitare quindi sino a 320 lavoratori e che sono servite da containers con bagni e docce. Una struttura momentanea pensata e allestita, com’è noto, per prevenire fenomeni di sfruttamento e dumping sociale. Il campo, gestito dalla Federazione Regionale Misericordie di Puglia, ha funzionato senza intoppi con due novità sostanziali che hanno caratterizzato la stagione 2018: la disciplina di accesso al campo solo per i lavoratori con regolare contratto nel comparto agricolo e l’avvio del sistema sperimentale di trasporto dei braccianti da e per i luoghi di lavoro. Uno sforzo istituzionale comune che ha risolto in maniera definitiva il problema dell’accoglienza dei lavoratori stagionali e che ha consentito inoltre di cancellare, proprio in coincidenza dell’apertura del campo, episodi di degrado o conflitti in città.

“Possiamo fare un bilancio molto positivo per la foresteria di Boncuri in questa estate 2018 – puntualizza il sindaco Pippi Mellone – tutto si è svolto senza problemi con regole certe, con l’egregia gestione della Misericordie di Puglia e con l’avvio del sistema di trasporti. Insomma in una cornice di ordine e legalità che non ha precedenti. Non esiste più, fatti alla mano, il sistema emergenziale che per trent’anni ha vessato la città e i lavoratori, giunti su territorio e sfruttati. Sfruttamento che contrastiamo anche con l’ottima ordinanza anticaldo, ormai alla terza stagione di applicazione. Grazie alla Regione Puglia, alla prefettura, alla Asl, alla Caritas e a tutti quelli che hanno dato il loro contributo per l’ottimale funzionamento del campo.

Chi ha avuto da ridire sulla struttura, sui costi, sulle regole – continua – ha sbagliato partita e dovrà rifare i conti. Sono una schiera di “illuminati” che pur di contestare Mellone, ha scelto ogni giorno di parlare più o meno consapevolmente a favore dell’illegalità, dei caporali, dell’improvvisazione con cui il problema si affrontava sino all’altro ieri. Speculando politicamente sulla sorte dei fratelli migranti. Quello che la comunità ha speso per ottenere una accoglienza dignitosa lo ha guadagnato in legalità, sicurezza e ritorno d’immagine per il Salento”.