Ricordando un grande socialista calabrese

Cultura & Società

https://www.youtube.com/watch?v=15Nht-_smm8&feature=youtu.be

Sambiase, ora Lamezia Terme  – Arrivando a Sambiase ora Lamezia Terme , chiamo per un appuntamento Peppino Petronio che non sento da qualche tempo, neanche per i rituali auguri di Natale e Pasqua. Io sono stato malaticcio e poco sociale di questi ultimi tempi e tra una guerricciola e l’altra manco da Lamezia dal 2012 quando il Sole 24 Ore mi aveva dedicato una paginata di Pubblicità e Progresso che non trovo più su Google dopo che i miei amici londinesi e parigini erano riusciti megliodi me a strapazzare nei tribunali europei l’Ochetta Sapiens e i suoi editori.

Con Peppino avevamo combinato nel 2010 il 30 di agosto una Giornata sui CALABRESI DAL RINASCIMENTO AL RISORGIMENTO DALL’UNITA’ D’ITALIA A OGGI https://www.vglobale.it/2010/08/25/lamezia-punta-sullorgoglio-calabrese/ , presso la sala conferenze del nuovo Comune di Lamezia Terme, posto baricentricamente sui tre comuni che grazie ad Arturo Perugini e allo stesso Petronio si erano uniti e avevano creato la grande Lamezia, che lui aveva candidato con una Proposta di Legge a nuova Provincia, (magari anche Capoluogo di Regione sarebbe stato logico, ma la logica non è il forte nella bella e martoriata Calabria).

Lo avevo incontrato a livello istituzionale una quarantina di anni fa, quando lui era Presidente della Provincia di Catanzaro ed io membro della Giunta Esecutiva dell’ITIS E. Scalfaro di Catanzaro con sede distaccata a Sambiase. Già allora si discuteva di chiusura delle Province (mission poi incasinata al massimo dal rottamatore) e lui da Catanzaro salì alle Politiche del 1979 al Senato di Roma sull’onda di Venditti e della Sua canzone Bomba o non Bomba noi arriveremo a Roma https://www.youtube.com/watch?v=WqTgrRd4bDs .

Non fu rieletto nel 1983, superato sul filo di lana da Salvatore Frasca (quando a quel tempo i Socialisti viaggiavano in Calbria sulla media del 20%, anche grazie al grande Leader calabrese Giacomo Mancini. Si riorganizzò contro molti dei suoi compagni di partito di destra e di sinistra, e in particolare contro l’allora Deputato del PCI Costantino Fittante che conduceva congtro di lui una guerriglia personale, accusandolo di ogni nefandezza politica e mafiosa tanto che poi nel 1991 quando Peppino era tornato a Roma da Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega per il Mezzogiorno, l’epigono della Via Giudiziaria al Socialismo con il suo Leader Piemontese già Procuratore della Repubblica Giancarlo Caselli, dopo una lunga campagna di lotta contro la Mafia fecero sciogliere il Consiglio Comunale di Lamezia Terme con la firma di Claudio Martelli a quel tempo Ministro della Giustizia, che subiva il fascino dei professionisti dell’Antimafia evidentemente che di lì a poco spazzarono via il PSI di Craxi e appunto di Martelli che malriuscì a ridare l’Onore ai Socialisti. Durante questa campagna di delegitimazione volgare da parte dei professionisti dell’antimafia locale e di Fittante in particolare, (ricordo un comizia a Piazza Fiorentino quando dedicò buonà parte del discorso al Senatore Petronio, attaccando un Messere che ne faceva il Portavoce, e dopo qualche tempo usci un Manifesto a firma del Messere che per l’appuntò chiarì il dettaglio della Morale a Ore del compagno Fittante a quel tempo invischiato nello Scandalo Ginepri (località marina lametina al centro di un grande Complesso edilizio forse non completamente in regola). Sono contento di leggere della stima di Fittante per Giuseppe Petronio http://www.lametino.it/Ultimora/lamezia-e-morto-il-senatore-giuseppe-petronio.html , che sarebbe stata più utile a Lamezia e alla Calabria più da vivo che da morto (ma forse la conversione democratica di Peppino gli è valsa almeno qualche coccodrillo sinistro benevolo e non velenoso come quello che ha subito in vita fino all’esclusione dalle liste al Comune di Lamezia in omaggio alla rottamazione renziana lomoristica).

Avevo in programma dicevo di incontrare Peppino non solo per una rimpatriata delle nostre, ma anche per rimetterlo nel Cammino Socialista che sta muovendo i primi passi incerti dopo la distruzione del PSI nel 1992.

Un nuovo Risorgimento Socialista si impone in Italia e non solo come indicato in questi giorni dal Senatore del Vermont Bernie Sanders e da tempo da dal Senatore Emanuele Macaluso sulla sua Pagina FB che gli volevo mostrare .

Vincenzo Valenzi Caro Macaluso
Le derive leaderiste sono ben presenti e giusto qualche giorno fa ricordavo l’ultimo golpe in Cile contro il governo Socialista di Allende. https://youtu.be/15Nht-_smm8
Ricordo che per la prima volta arrivai a Roma e che Politica Comunista, il mensile di Avanguardia Operaia, dedicò la copertina ai soldati di Pinochet e in basso la frase CILE: QUELLO CHE CONTA È SAPER IMPARARE
http://www.corrierenazionale.net/…/gli-undici…/

Oltre a Benito abbiamo avuto Bettino che ha raso al suolo il PSI è Il Berlusconi come capo assoluto c’è ancora anche se il suo ventennio è di fatto finito.
Abbiamo temuto un nuovo ventennio con il Matteo fiorentino ma adesso temiamo quello padano, contro il quale non basta la Clava di Renzi http://www.corrierenazionale.net/…/il-rottamatore…/ ma serve una nuova politica socialista internazionalista che risponda alle sfide di oggi. Su questa linea sembra muoversi Sanders https://l.facebook.com/l.php… e sarà bene avere un ruolo attivo come ai tempi dove Socialista significava molto di buono e non una buona entratura negli enti locali di altaniana memoria .
Il Post di Macaluso https://www.facebook.com/1511161832491496/posts/2146507112290295/

Ma quando in prossimità dell’Uscita autostradale voluto da Giacomo Mancini e dello splendido raccordo autostradale voluto da Petronio, ho chiamato con l’idea di passare da casa sua sul curvone di San’Eufemia Lamezia, e su uno dei suoi numeri e mi ha risposto Nella la sua storica assistente, ho appreso che Peppino se ne era andato in Cielo a Maggio del 2017 dopo una delle sue tempeste infernali che hanno caratterizzato la sua lunga vita e da cui non si era ripreso.

Una perdita non banale quella di Petronio, che mi giunge con un certo ritardo, mentre ancora una volta il nome di Lamezia Terme è nel fango con il terzo commissariamento per Mafia, come se questa città non avesse che la Ndrangheta per vivere e come se tutto il resto del Belpaese si rifacesse un nome con la città più importante della Calabria (Areoporto, Autostrada, Ferrovia, ecc. )con una posizione baricentrica nella Calabria che dovrebbe ispirare i campanilisti appassionati a ragionare un pò di più con col cervello e meno con altre parti, come fecereo prima i Fiorentini e poi i Torinesi con l’Italia).

A Domenico Minniti penultimo Ministro dell’Interno, dopo oltre 150 dal primo Ministro dell’Interno di Sambiase Sen Giovanni Nicotera e dopo ventanni dall’altro Ministro dell’Interno sempre di Sambiase (Piemonte ) Oscar Luigi Scalfaro, di cui si apprezza la Cappella del Nonno Luigi nel locale Cimitero, l’arte di aver capito tutto della Calabria e dei Calabresi quasi lui fosse nato a Rovigo. Anche Lui a fare il figo con la lotta alla Mafia lametina e distrattissmo in compenso con la lotta agli assassini (colposi al momento) della strada, che hanno ucciso i 43 uomini, donne e bambini sul Ponte Morandihttp://www.corrierenazionale.net/2018/09/01/dalla-via-giudiziaria-al-socialismo-alla-via-giudiziaria-alla-democrazia-europea/ e con tutti gli altri truffatori in guanti bianchi che lanciano campagne di procurato allarme, falso ideologico vari con emergenze inventate veterinarie e umane e regolare CUPOLA VACCINI http://www.corrierenazionale.net/2018/09/04/garattini-presidi-cultura-e-scienza-vaccinic/ che è sembrato poco attrarre l’attenzione del già potente Ministro dell’Interno e già Presidente del COPASIR Sen. Domenico Minniti.

Caro Peppino se oggi Lamezia nonostante i suoi tanti detrattori è una grande città del Mediterraneo molto si deve a Te . Grazie.

Ai Lametini e ai calabresi il compito di continuare la tua opera e quella del tuo grande Maestro Giacomo Mancini per rifare grande Lamezia e la Calabria.