Una serata a Taranto per le grandi occasioni

Cultura & Società

Parco archeologico Collepasso tra linguaggi e grecitá nel segno del Mibac gremito

Stefania Romito

Grande e affascinante serata al Parco Letterario di Collepasso di Taranto (Sabap Brindisi Lecce Taranto) in un intreccio tra la vera archeologia i linguaggi popolari e sommersi e la profonda grecitá di una Taranto Magno Greca all’insegna di un vero e proprio Rinascimento culturale di un Mediterraneo delle eredità.
La sede di Taranto della Sabap-le è diventata un vero perno di promozione e valorizzazione del territorio che è luogo non solo di memoria ma potrebbe essere anche il futuro dei beni culturali.
Ho visitato di recente il Parco. Poca gente quella sera e ambiente diverso da quello di sabato 15 settembre.
Immenso il percorso Geo territoriale. Immensa la gentilezza degli operatori che significa molto.
Ho letto su un post di fb queste parole che mi hanno riempito di gioia: “Abbiamo cambiato tono nelle serate estive presso il Parco Archeologico di Collepasso a Taranto..ieri sera bella iniziativa all’insegna..della poesia …interpretate da Eufemia Pavone che ci ha allietato con poesie in vernacolo Ginosino e da Marianna Montagnolo che ci ha intrattenuti con suggestive liriche Greche….grazie alla collaborazione della Dott.ssa Laura Masiello che ci ha introdotto nel percorso archeologico e del Dott. Pierfranco Bruni che ha condotto la discussione(Funzionari della SABAP Lecce Brindisi Taranto)…che dire, il pubblico e Taranto ha risposto in maniera estasiata…”.
Sabato sera 15 settembre si è svolto un evento eccezionale. Organizzato con grande professionalità e competenza oltre che con singolare passione.
Il ministro Bonisoli verrà messo subito a conoscenza della serietà con la quale i funzionari di Taranto della Sabap-le operano.
Mettere insieme archeologia, elementi antropologici e linguistici, modelli greci e letture dai lirici greci all’interno del Parco non è di tutti i giorni.
Mettere insieme dialetto ginosino e la parola di Saffo è questione di professionalità e di un sapere comparato grazie ad una visibilità che è stata il fiore all’occhiello del legame tra città e utenza.
Eravamo già a conoscenza di come si avverte il concetto di cultura a Taranto.
L’entusiasmo con un pubblico variegato ma alto di spessore culturale non ha fatto altro che centralizzare la Taranto del pensiero forte.
Dopo lo screzio tra il ministro Di Maio e il Museo credo che questa serata, al di là delle troppo parole, sia stata una risposta vera e concreta di come si può fare cultura.
Dialetto archeologia e grecitá all’interno di un agorà qual è la splendida cornice di Collepasso.
Bravi a coloro che hanno pensato ciò. Bravi a coloro che con impegno hanno realizzato ciò che si è visto sentito e letto.
Il ministro alzerà uno scudo forte per incoraggiare queste iniziative che portano, con spirito di volontariato, soprattutto per Taranto che vive nella trappola del siderugico si o no, soltanto visibilità bella, cultura e promozione.
Bisogna andare avanti. Da Milano guardiamo con molta attenzione ora alle Giornate del Patrimonio del 22 e 23. Forza. Taranto è città di cultura e non di burocrazie.
Valorizzare PROMUOVERE e far conoscere.
I tre punti. Tutti si devono sentire coinvolti. Tutti possono dare un contributo.
La parola d’ordine dovrebbe essere: Taranto, città dei beni culturali.
Tutti coinvolti. Contribuiamo. Senza incappi burocratici. La nuova Taranto deve rinascere con la cultura. Bravissima Eufemia Pavone con il suo teatro dialettale. Drammaturgia magistrale di Marianna Montagnolo. Tutto in linea con le direttive del Mibac.