Riforma sul Copyright: arriva il placet del Parlamento Europeo

Cultura & Società

di Giusy Criscuolo

Il Parlamento Europeo ha dato il suo placet per la tanto contestata riforma del Copyright.

La riforma sul diritto d’autore ha ottenuto 438 voti a favore – 226 contrari e 38 astenuti. Il voto di oggi, ha fatto seguito al rifiuto parlamentare di giugno. Quel voto così dibattuto, ha aperto la strada per lanciare il “trilogo” (incontro legislativo tra Parlamento Europeo, Consiglio e Commissione Europea, che prevede una risoluzione alla controversia, nel minor tempo possibile), e che ad oggi ha permesso di portare a casa una vittoria per gli artisti ed i giornalisti. Sono dunque avviati i negoziati con la Commissione europea (CE) e il Consiglio.

Respinta dai deputati nel mese di giugno, oggi è stata ratificata. La proposta, prevede una maggiore tutela sul diritto d’autore e dei contenuti diffusi online.

Ampiamente contestata dalle società di Internet e da milioni di utenti, la riforma proposta oggi, presenta alcuni cambiamenti. Questi rendendo più chiari i punti farraginosi che ne avevano proclamato la bocciatura iniziale. Il testo definitivo dovrebbe arrivare entro la fine del 2018.

In un dibattito pre-voto tenutosi martedì, i membri del Parlamento Europeo (MEP) hanno concordato sul fatto che il testo sul copyright necessitava di un aggiornamento, ma ampie divisioni sono rimaste su due proposte controverse:

L’articolo 11 conferirebbe agli editori e ai giornalisti un diritto accessorio (chiamato anche diritto di vicinato o “tassa sul frammento”) per chiedere una remunerazione, ai fornitori di servizi web, per l’uso digitale del contenuto da loro redatto.

L’articolo 13 richiederebbe alcune piattaforme online – fornitori di servizi di condivisione dei contenuti, uno dei cui scopi principali è quello di archiviare e fornire accesso pubblico a opere protette da copyright per scopi commerciali – di cooperare con i titolari dei diritti attraverso, ad esempio, filtri automatici (“monitoraggio del caricamento”).

Il voto di oggi ha portato una rapida reazione delle parti interessate su entrambi i lati della controversia. Importante notare, che nel testo di oggi c’è un’aggiunta sui contenuti terroristici.

Regolamento sui contenuti terroristici

La CE, ha proposto oggi un regolamento per prevenire la diffusione di contenuti terroristici online. Questo, richiederebbe che le società di Internet rimuovano tali contenuti entro un’ora dall’immissione in rete dello stesso. Esisterà un ordine legalmente vincolante da parte di un’autorità nazionale, al fine di evitare un uso improprio delle piattaforme per la distribuzione di contenuti terroristici.

Il Vicepremier Di Maio parla di “una vergogna tutta europea”.

“Stiamo entrando ufficialmente in uno scenario da Grande Fratello di Orwell. Rispetto all’ultimo voto di Strasburgo in cui non fu dato il via libera al testo finale, le lobby hanno avuto il tempo di lavorare e influenzare gli europarlamentari, i quali hanno deciso di ricredersi. D’ora in poi, secondo l’Europa, i tuoi contenuti sui social potrebbero essere pubblici solo se superano il vaglio dei super censori.
Con la scusa di questa riforma del copyright, il Parlamento europeo ha di fatto legalizzato la censura preventiva. Oltre all’introduzione della cosiddetta e folle “link tax”, la cosa più grave è l’introduzione di questo meccanismo di filtraggio preventivo dei contenuti caricati dagli utenti.”