Trasfusioni di sangue: il gruppo potrebbe presto non essere più un problema

Scienza & Tecnologia

di Pasqualina Stani

Nelle situazioni di emergenza c’è spesso urgente bisogno di sangue di tipo 0, che può essere trasfuso a tutti si chiama infatti donatore universale). Uno studio statunitense presentato a Boston, ha identificato nei batteri dell’intestino umano alcuni enzimi capaci di trasformare il sangue di tipo A e di tipo B in sangue di tipo 0, in un modo 30 volte più efficiente rispetto agli enzimi considerati finora.

Le caratteristiche dei quattro principali gruppi sanguigni (A, B, AB, 0) sono ereditarie e dipendono dalla presenza o dall’assenza, sulla superficie dei globuli rossi, incaricati del trasporto di ossigeno nei tessuti del corpo umano, di specifiche proteine o antigeni, che vengono riconosciute dal sistema immunitario e reagiscono con diversi anticorpi.

Nel sangue di gruppo 0, i globuli rossi non presentano antigeni sulla superficie e sono quindi accettati da ogni organismo, indipendentemente dal gruppo sanguigno di appartenenza. I soggetti A, invece, hanno sulla membrana dei propri globuli rossi la proteina A, e nel plasma anticorpi anti-B; un soggetto B presenta sulla membrana dei propri globuli rossi la proteina B e nel plasma anticorpi anti-A.

Rimuovendo questi antigeni, che sono semplici zuccheri, si potrebbe convertire il sangue di tipo A e B in sangue di tipo 0, afferma uno degli autori dello studio. È da tempo un obiettivo, per gli scienziati, ma non sono stati trovati enzimi abbastanza efficienti e sicuri per portare l’operazione a termine. Si è ricorso alla meagenomica per rintracciare enzimi con questa “specializzazione”. Con la metagenomica si considerano tutti gli organismi di un determinato ambiente e si estrae la somma totale dei loro DNA, mescolati assieme. Questa tecnica viene utilizzata per studiare la comunità microbica di un ecosistema. Ed è servita a individuare gli enzimi-candidati in un habitat inaspettato, tra i batteri dell’intestino umano. Le pareti del tratto digerente sono ricoperte da secrezioni mucose a base di mucine, che sono glicoproteine ovvero proteine che includono una parte glucidica, altro non sono che zuccheri, che nutrono i batteri intestinali coinvolti nella digestione, molto simili agli antigeni sui globuli rossi dei gruppi A e B. I ricercatori si sono focalizzati sugli enzimi che servono ai batteri per tagliare dalle mucine gli zuccheri di cui hanno bisogno, e ne hanno trovati alcuni capaci di staccare l’antigene dai globuli rossi in modo altamente efficiente, utili a trasformare gruppi sanguigni diversi in donatori universali ma prima di passare dalla ricerca alla clinica serviranno altri approfonditi studi.