Un presidio democratico per il neolitico

Ambiente & Turismo

Ieri sera (sabato, ndr,ci siamo ritrovati e confrontati su quanto di incredibile sta accadendo a Palese: stanno per cominciare i lavori di costruzione di dieci villini su 8.500 anni di Storia, nel permanere del silenzio istituzionale e nella pressochè totale indifferenza degli abitanti.
Eravamo molti, ieri, ma non tanti quanto le reazioni dei giorni scorsi avevano fatto sperare. E purtroppo non c’era nessun rappresentante istituzionale, nè del Municipio nè del Comune. Ma il confronto c’è stato, il microfono è stato messo a disposizione di tutti. E non sono mancati anche i risvolti critici. Tra chi, come spesso accade, fino ad oggi non ci aveva messo la faccia e giunge per affermare che non c’è stata capacità di organizzare la protesta; e chi contesta la stessa come “troppo silenziosa” e rivendica passati successi personali per aver fisicamente bloccato in area storica lavori di parcheggi interrati.
E’ facile, esprimersi così, ma non aggiunge molto. In questi anni abbiamo avuto le Istituzioni assenti o contro, perchè la costruzione di quei famigerati villini era già stata decisa e a nulla sono serviti la denuncia alla Procura, la lettera al Presidente della Repubblica, decine di articoli di stampa e di servizi televisivi: ogni volta che ci siamo sentiti dire “vedremo, verificheremo, si potrebbe, stiamo esaminando…” è stata solo una presa in giro e ieri ce lo siamo detti in tutti i modi possibili. La proprietà del suolo era nelle mani di figure socialmente molto forti e questo ha con ogni probabilità condizionato da subito le decisioni: che ci fossero resti di 1.000, 10.000 o 100.000 anni fa e che distruggerli avrebbe significato far morire la speranza di una comunità, benchè assente o quantomeno non a conoscenza dell’importanza di quanto abbiamo provato a salvare, lì si doveva costruire. Poi, ci sono le vaghe promesse della Soprintendenza e dell’assessore di indagare, chissà quando, sul terreno confinante con la lottizzazione, dove forse potrebbe esserci la continuazione di quello straordinario pezzo di villaggio neolitico, così come si potrebbe scoprire che anche lì sotto non c’è più nulla: distruggere con certezza una incredibile scoperta e vagamente promettere di indagare, chissà quando, dove non c’è nessuna certezza di trovare qualcosa.

Il Comitato promotore dell’Arcipelago Neolitico Metropolitano invita ancora una volta ad incontrarci per un presidio civico e democratico. Saremo presenti domattina lunedì 27 agosto fin dalle ore 6, davanti a quel cancello del 1930 che avrebbe potuto essere l’accesso ad una parco archeologico e al Museo Metropolitano della Civiltà Neolitica.
E’ sconcertante aver avuto ieri ancora una volta conferma che l’Impresa di Costruzioni, che più volte si era dichiarata pronta al confronto per trovare una soluzione alternativa (quale la vendita del suolo e trasferimento su altro dei diritti edificatori), stante a quanto dichiarato da chi è molto vicino all’Impresa stessa, in questi anni non sia mai stata contattata. E allora chiediamo ancora una volta all’assessore all’Urbanistica Carla Tedesco di convocarla, pur all’ultimo momento! Se è vero, perchè non l’ha mai convocata? Blocchi i lavori!!! E’ nelle condizioni di farlo, se lei e il sindaco lo vogliono. Non sappiamo se, come abbiamo fisicamente visto, nell’intervenire con i camion su quel terreno nel gennaio 2015 poche ore dopo aver ricevuto il nulla osta all’edificazione, l’Impresa distrusse sia il villaggio scoperto sia quanto ancora era sotto il terreno; o, come invece affermato dal Soprintendente, l’intervento avesse portato solo alla copertura con terra vegetale. Testimonianze dirette dicono purtroppo che fu proprio così, ma qualora sotto quella terra ci fossero ancora 8.500 anni, davvero gli interessi privati, l’indifferenza e l’insofferenza istituzionale verso la cittadinanza attiva, il fastidio che questa produce impegnandosi per il bene comune, possono calpestare il diritto di una comunità di vedere all’orizzonte un futuro possibile? E nonostante, come dichiaratomi dallo stesso assessore la prima volta che ci incontrammo, la presenza di un vincolo su terreno archeologico condizioni la possibilità di edificare anche sui terreni limitrofi? Perchè, sia chiaro, la distruzione non metterà fine alle nostre indagini.

Saremo presenti domattina alle 6 e nel pomeriggio, alle 16 al Villaggio del Fanciullo in piazza Giulio Cesare a Bari, torneremo a parlare del Neolitico e del Comitato promotore dell’Arcipelago Neolitico Metropolitano.
Eugenio Lombardi