Seguendo le orme di Picasso in Puglia

Cultura & Società

“Tutto ciò che ho fatto è solo il primo passo di un lungo cammino. Si tratta unicamente di un processo preliminare che dovrà svilupparsi molto più tardi. Le mie opere devono essere viste in relazione tra loro, tenendo sempre conto di ciò che ho fatto e di ciò che sto per fare.”

Questa è la ultima dichiarazione pubblica fatta da Pablo Picasso prima di morire. Se siete appassionati di arte, e volete fare, su suo consiglio, un viaggio fra le sue opere per capirne segreti e collegamenti, siete ancora in tempo. Dal 24 di aprile in Puglia è in scena una mostra chiamata “Picasso – L’altra metà del cielo” che resterà aperta fino al 4 di novembre, allestita dall’Associazione Culturale Metamorfosi e curata dal Prof. Francesco Gallo Mazzeo.

La mostra

La mostra è composta da circa 300 opere, alcune inedite e tutte provenienti da collezioni private. Sono divise in tre sezioni, tre olii su tela, 159 grafiche, ben 40 ceramiche realizzate dal maestro e un disegno firmato dallo stesso, ma anche un acquerello di Dora Maar e 19 grafiche di Françoise Gilot, entrambe compagne di vita e amanti di Picasso, ma anche artiste molto talentuose che lo hanno non solo ispirato, ma che si sono anche lasciate ispirare da lui. Proprio per la presenza di così tante opere realizzate dai grandi amori dell’artista, questa mostra è perfetta per essere visitata in due durante un primo appuntamento un po’ alternativo, magari con qualcuno conosciuto da poco online, grazie a siti come Badoo. La presenza di così tante opere e i numerosi argomenti di cui discutere renderanno l’atmosfera più rilassata e il tutto molto più gradevole.

C’è di più, un’altra ottima idea per passare un weekend romantico e approfittarne per fare un po’ di shopping, vista la presenza di molti grandi centri per fare acquisti, come il Puglia Outlet o l’Outlet Village di Molfetta, oltre che di molti piccoli negozi di artisti locali.

L’unione fra shopping e arte è facilitata dal fatto che si tratti di una mostra diffusa, quindi con più location da visitare, tutte fra l’Alto Salento e la Valle D’Itria: Martina Franca (Palazzo Ducale, con le ceramiche realizzate da Picasso), Ostuni (Palazzo Tanzarella, dove saranno esposte le fotografie) e, Mesagne, nel contesto del Castello Normanno-Svevo, che da solo vale la visita.

Il biglietto costa solo 12 euro, ma sono previste riduzioni per gruppi e sconti per bambini e persone disabili. Per tutto settembre, il venerdì e il weekend la mostra chiuderà alle ore 23, ma gli orari normali vanno dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 21.00.

Picasso: chi era

Pablo Ruiz Picasso nasce il 25 ottobre 1881, a Malaga, in Spagna, da un professore di Belle Arti e sua moglie. Fin da subito dimostra un talento artistico, assecondato dalla famiglia. La leggenda racconta che la prima parola pronunciata dal grande artista non fu “mamma”, ma “Piz”, cioè lapiz, ovvero matita in spagnolo. Fin da subito si diverte a creare delle riviste, in numero unico e finemente decorate da lui personalmente.

Inizia i suoi studi a La Curuna, nella Scuola di Belle Arti, ma li termina a Barcelona, spostandosi di città in città per il lavoro del padre. È qui che apre il suo primo studio, condiviso con un amico, ed è qui che ritornerà dopo un periodo a Madrid, ammalato di scarlattina, dovuta al troppo lavoro, allo stress e alla scarsa alimentazione, dopo un’esperienza all’Accademia Reale.

Diventa famoso fra gli artisti ed intellettuali del bar “Els Quatre Gats”, i quattro gatti, ancora esistente (si trova nel quartiere chiamato Born, nella città vecchia), e nel 1897 realizza la famosa opera “Scienza e carità”. Adottato il nome artistico di Picasso, inizia ad esplorare la sua vena artistica, sempre più all’avanguardia e influenzata da moltissimi artisti da tutto il mondo. Una sua prima collezione viene esposta nel febbraio del 1900 nel piccolo bar artistico. L’intento di Picasso era quello di scandalizzare, ma il pubblico si innamora, comprando moltissime stampe, e trasformandolo in una celebrità.

Fra Francia e Spagna

Decise di trasferirsi a Parigi alla fine dello stesso anno, a Montmartre, ospite del pittore barcellonese Isidro Nonell, e si innamorò di Fernande Olivier, sua prima musa. Di ritorno in Spagna, a Malaga, rimase scandalizzato dal suicidio di un caro amico, che influenzerà moltissimo la sua arte, quindi decide di dover tornare a Parigi, anche per riuscire meglio ad esporre per le sue opere, cosa che gli riesce subito, attraverso un evento organizzato dall’influente mercante Ambroise Vollard.

Ormai è molto noto, non solo come pittore, ma anche come scultore ed incisore, nel 1912, incontra Marcelle, nuovo grande amore, detta Eva. Molte scritte “amo Eva” sono presenti nei suoi quadri dell’epoca a testimonianza di quanto questa storia d’amore abbia influenzato l’artista.

Nonostante la relazione fra i due, il clima romantico è rotto dall’aria di guerra che soffia sull’Europa e dalla tubercolosi, che uccide l’amata.

Negli anni seguenti molte donne furono amanti di Picasso, tutte lo influenzarono molto, anche se l’evento che più ispirò le sue opere è sicuramente la guerra civile spagnola, che lo vide simpatizzante per i Repubblicani.

Guernica e gli ultimi anni

Ormai sono gli anni ’30 e Guernica, opera maestra, viene esposta nel 1937 all’Esposizione Universale di Parigi, diventando l’opera simbolo della lotta al fascismo in tutto il mondo e della difesa dei civili, ormai stremati dalle due guerre mondiali. La sua importanza si deve anche al suo riconoscibile stile cubista e la forza dell’esplosione lasciata intendere attraverso la presenza di numerosi frammenti di colore, che rendono quest’opera difficile da dimenticare. Il quadro raffigura infatti il bombardamento da parte dei tedeschi, alleati al governo di Franco, di una piccola città spagnola: tutte le vittime furono civili.

Dopo quest’ultimo periodo, a partire dagli anni ’50, Picasso è finalmente in pace con sé stesso, artisticamente ed emotivamente. Ha una relazione stabile, ed è ormai famoso in tutto il mondo, cosa che gli crea solo qualche problema legato alla privacy con fotografi e giornalisti.

Picasso muore l’8 di aprile del 1973, all’età di 92 anni, poco dopo aver completato il suo celebre quadro “Personaggio con uccello”, con una ultima dichiarazione, che apre questo articolo e che ci invita ad osservare le sue opere come tasselli di un quadro più grande, tutti in relazione fra loro.