C’è qualcosa che non va nella comunicazione di Dazn

Cultura & Società

di Marcel Vulpis*

È stato un buon inizio di stagione per la trasmissione della Serie A su DAZN, l’appuntamento più seguito finora sulla piattaforma a livello mondiale. Un numero record di appassionati si è collegato per vedere la propria squadra del cuore cominciare la corsa verso la cima della classifica. Questo è stato un weekend storico per lo streaming di contenuti sportivi, che ha segnato l’inizio di un nuovo modo di guardare lo sport per i tifosi italiani. Sappiamo che sabato sera alcuni utenti, una piccola parte delle centinaia di migliaia di spettatori, hanno registrato delle interruzioni. Siamo intervenuti prontamente e abbiamo risolto la situazione in vista delle partite di domenica sera, la cui trasmissione si è svolta senza particolari problemi. Complessivamente, il risultato del weekend è positivo. Tuttavia vogliamo continuare a migliorarci e stiamo lavorando per perfezionare il servizio. Adesso siamo concentrati proprio su questo, e stiamo facendo tutto il possibile per offrire ai tifosi la migliore esperienza di visione: un’esperienza accessibile, conveniente e flessibile.

Sogno o son desto, mi sono detto, quando ho letto questo comunicato di DAZN nelle ultime ore. Monitorando i social e il profilo Twitter di DAZN, infatti, si poteva notare un “magma” di commenti negativi, una cosa mai vista per una giovane start up, per la cosiddetta “Netflix dello Sport“. A memoria non ricordo un tale attacco alla brand reputation di una azienda del settore sport. Al netto di diversi commenti, fuori dagli standard della educazione (si può sempre “criticare”, senza mai offendere), mi sembra che oggi siano ben visibili due problemi principali: uno tecnologico (la presenza di interruzioni e non solo) ed uno comunicazionale (non si può dire “una piccola parte” quando le contestazioni sono state una valanga – si rischia così di nascondere la polvere sotto il tappeto). Soprattutto, poi, quando l’azienda ha come claim “FanFirst“. Mi sembra, al momento, uno slogan pubblicitario poco coerente.

La giovane azienda del gruppo Perform si è chiusa in se stessa e continua a sottovalutare ciò che è avvenuto nell’ultimo week-end. Sarebbe più onesto ammettere i problemi ed utilizzare i social per entrare in contatto con i tanti “scontenti”.

Tornando indietro, se si pensa alle dichiarazioni trionfalistiche, in fase di conferenza stampa di lancio (tipo “…diventeremo più grandi di Sky“) si rimane un po’ interdetti. A memoria non ricordo situazioni così imbarazzanti di “buffering” durante la visione di eventi sportivi. Sky, sotto il profilo tecnologico, è sempre stato un player di alto livello e la cosa più importante è che vi investe, di anno in anno, sin dal lancio delle sue trasmissioni. E la tecnologia è la leva che spesso, insieme anche a contenuti di alto livello, ha portato molti utenti (incluso il sottoscritto) ad accettare un pricing base un po’ troppo alto.

A DAZN due consigli di “buon senso”: utilizzate i social per entrare maggiormente in contatto con i vostri clienti, avendo l’umiltà di “chiedere scusa“. Altrimenti certi risultati economici (sfidanti) difficilmente saranno raggiunti al termine della stagione. Al giovane Ceo Veronica Diquattro: faccia prima possibile un meeting con l’area della comunicazione. Perché c’è qualcosa che non va e sarebbe il caso di intervenire anche prontamente. Oggi si vince puntando sull’”ascolto” costante del cliente. Non lo dimenticate mai.

*giornalista economico e docente all’Università di Tor Vergata – facoltà di Economia e Commercio (“Crossmedialità nella Sports Industry”).