Banca Etruria: Consob sapeva …..eccome se sapeva!

Politica & Diritti

La Corte di Appello di Firenze con la sentenza resa pubblica il 9 agosto 2018 ha riconosciuto che la Consob era del tutto a conoscenza dello stato di grave difficoltà finanziaria della Banca Etruria, mentre la stessa collocava titoli finanziari alla clientela.
A tale risultato i giudici sono arrivati anche attraverso l’esame di alcuni documenti in atti come il documento riservato inviato il 6 dicembre 2013 dalla Banca d’Italia alla stessa Consob, in cui l’ente di vigilanza sui mercati finanziari veniva chiaramente informata da Via Nazionale delle difficoltà dell’allora Banca Etruria e che, in difetto di fusione con altro istituto più grande, sarebbe stata a rischio di commissariamento.
Nessuna giustificazione, dunque, secondo il Presidente di Adusbef, Avv. Antonio Tanza, per l’inerzia di Consob la quale: “a fronte di queste informazioni, avrebbe avuto l’obbligo di iniziare immediatamente i controlli, ed entro sei mesi terminare l’iter sanzionatorio oltre che evitare di collocare prodotti finanziari presso l’utenza retail. L’inerzia dell’organo di vigilanza, invece, è perdurato sino al luglio dello scorso anno, quando sono state irrogate tardive ed inefficaci sanzioni, che oggi la Corte di Appello di Firenze ha annullato.”
Infondate, sono apparse al Collegio fiorentino le difese della stessa Consob che affermava di aver avuto notizia del dissesto solo a maggio 2016, addirittura dopo la risoluzione della banca.
Le risultanze processuali, invece, hanno dimostrato che il quadro completo sulla situazione patrimoniale e di rischio di Banca Etruria era già a disposizione e nota alla Consob almeno dall’inizio del 2014, ossia da quando la Commissione potè acquisire i documenti delle ispezioni compiute da Banca d’Italia nei mesi precedenti, se non addirittura dalla fine del 2013.
La pronuncia, che annulla le multe di 2,8 milioni di euro ai danni dei vertici di Banca Etruria è importantissima, perché evidenzia i ritardi e le omissioni della stessa Consob nella gestione delle attività ispettive in danno della Banca stessa nell’esercizio dell’attività finanziaria presso l’utenza retail.
Sulla base di questi elementi Adusbef, in attesa di leggere per intero le motivazioni della sentenza, avvierà una campagna giudiziaria nei confronti dell’autorità di vigilanza Consob per le evidenti responsabilità nell’omessa vigilanza che hanno procurato ingenti ed irrimediabili danni a migliaia di consumatori.
Per tutti coloro che fossero interessati o desiderano informazioni sulle future azioni possono scrivere una mail ad adusbef.utenti@gmail.com con oggetto “Etruria-Consob”.
Il Presidente
Avv.Vincenzo Laudadio
Delegato ADUSBEF