Slot machine, il potere economico e le novità tecnologiche

Politica & Diritti

Nell’epoca della crisi esiste un’industria ludica in grado di muovere 96 miliardi di euro all’anno nella sola Italia. Si tratta del gioco d’azzardo, che sta progressivamente aumentando il proprio volume negli ultimi anni. La politica dello Stato italiano, portata a legalizzare l’offerta per poterla controllare meglio ed escludere le mafie locali, ha portato a una maggiore consapevolezza dell’entità del fenomeno. Soprattutto, è ormai chiaro che un gioco più degli altri attira l’attenzione degli scommettitori: le slot machine.

La febbre per le slot machine ha ormai contagiato tutto il pianeta. Un recente studio, rielaborato dagli analisti di Slot Gratis Online, evidenzia che gli apparecchi da intrattenimento fuori dai casinò abbiano fatturato nel 2017 circa 79 miliardi di euro, il 19% del reddito totale dell’industria del gioco d’azzardo. Il numero è impressionante proprio perché esclude i “grandi centri di raccolta” delle scommesse, dove ogni giorno vengono puntati milioni di euro. Città come Las Vegas e Atlantic City devono la loro fama internazionale proprio alle puntate, ed esistono strategie finanziarie per attirare un maggior numero di giocatori. La nuova “terra promessa” dei pokeristi è diventata Macau, dove una tassazione agevolata permette ai player professionisti di avere vincite nette più consistenti. Per le slot machine il discorso è differente, ma sono proprio le macchinette a influenzare in modo più netto la politica dei Paesi.

L’Italia in questo caso può fungere da esempio. Il governo Renzi è stato il primo a prevedere concretamente una drastica diminuzione degli apparecchi installati sul territorio nazionale. La previsione iniziale era di un passaggio da 420.000 a circa 280.000 macchinette, come confermato poi dal governo Gentiloni. Le elezioni di marzo hanno consegnato al Paese una situazione politica completamente differente, e un diverso approccio sulla questione ludopatia. La scelta è infatti ricaduta sul divieto delle pubblicità, che va a contrastare soprattutto il comparto delle scommesse online. La decisione non è casuale, e mira probabilmente a salvaguardare un settore sempre florido per l’economia del gambling. Non bisogna dimenticare che le slot machine costituiscono circa il 25% del mercato italiano, portando ogni anno intorno ai 2,5 miliardi di euro nelle casse dello Stato, secondo le stime ufficiali pubblicate dall’Agenzia delle dogane e dei Monopoli. Con il divieto pubblicitario probabilmente l’intenzione è non estendere il mercato alle fasce più deboli, senza tuttavia colpire la qualità e la quantità dell’offerta sul territorio.

La risposta dell’industria si basa su una strategia di mercato generalmente molto efficace: migliorare la qualità dell’offerta, rendendola al passo con i tempi e di facile fruizione. Ormai quasi tutti i siti italiani hanno sviluppato una loro applicazione per gli smartphone, sfruttando al meglio la tecnologia html5. Una delle maggiori conquiste per gli appassionati di slot machine è l’ampia gamma di scelta, che permette una personalizzazione del tema e a volte del tipo di payout a cui si può aspirare in una macchinetta. Tutto questo procede di pari passo con uno sviluppo grafico senza precedenti, portato a migliorare il disegno e offrire temi ispirati a diversi aspetti della cultura popolare. In altre parole, la più grande innovazione tecnologica delle slot machine è la loro adattabilità al cliente e la loro capacità di stare al passo con i tempi. E sempre un passo avanti alla legislazione del momento.