Panathlon International club di Taranto

Cultura & Società

È stato un incontro interessante ed anche emozionante, quello tenutosi venerdì scorso presso l’Hotel Eden Park, che il Panathlon International club di Taranto, ha voluto dedicare alle “stelle” dello sport jonico, celebrando le gesta sportive di Roberta Vinci, la tennista tarantina che recentemente ha lasciato lo sport attivo e del mottolese Nicola Legrottaglie, stopper della Juventus e della Nazionale italiana, che già da qualche anno tempo ha attaccato le scarpette al chiodo, dedicandosi al settore tecnico.
Ha aperto i lavori il dottor Luigi Pulpito, presidente del Panathlon Internationa Taranto, che ha illustrato le finalità del club service e le ragioni che hanno spinto il direttivo del club a premiare questi due atleti. Al tavolo della presidenza vi erano insieme ai due “festeggiati” il past-president Gino Festinante ed il segretario Antonio De Bartolomeo.
È stata anche l’occasione per ricordare che il Panathlon tarantino, aveva già assegnato alla tennista tarantina un riconoscimento alle sue capacità tecniche e di promozione del territorio. Ciò anni prima che lei diventasse la numero uno del tennis femminile italiano, nonché la pro- tagonista di quella meravigliosa finale degli U.S. Open a Flushin Meadow, in cui Roberta Vinci perse con l’amica di sempre, Flavia Pennetta. A quella finale Roberta Vinci giunse do- po aver battuto in un memorabile match l’allora numero uno del ranking mondiale Serena Williams, superando anche il tifo avverso che aspettava la vittoria dell’americana.
Come una buona famiglia, il club ha conservato la targa che era stata realizzata per la cam- pionessa e l’ha potuta finalmente consegnare, in quanto in quella manifestazione organizzata per la tennista, a lei non fu possibile partecipare, a causa dei suoi impegni sportivi.
Al giornalista Gigi Montenegro, è stato affidato il compito di intervistare i due atleti, cercan- do di interpretare le domande che i soci, come tutti gli appassionati sportivi, avrebbero potu- to e voluto fare ad entrambi. Così è venuto fuori che Roberta Vinci ha sempre dato tutto in campo e quindi non v’è partita o torneo che vorrebbe rigiocare. In merito alla divisione del doppio con Sara Errani che aveva alimentato il gossip del jet-tennis, e con la quale ha con- quistato il Career Grand Slam, ovvero ha vinto in un anno solare i quattro maggiori tornei mondiali, la tennista ha spiegato che non sembrava avessero più stimoli nelle competizioni. Specie dopo che per quattro volte avevano anche vinto la Fed-Cup. Insomma servivano nuo- vi stimoli. Ovviamente fare l’atleta sacrifica molto dell’affetto familiare, come ha ribadito anche Nicola Legrottaglie, dopo la tennista, al quale il percorso religioso che ha fatto, ha semplificato la comprensione dei suoi sacrifici atletici. Ma allo stopper della Juventus e della Nazionale, proprio non è andato giù il fatto che l’allora C.t. Claudio Lippi proprio alla vigilia della partenza per i mondiali in Sudafrica, lo escluse dal gruppo. «Ero e sono convinto – ha detto Legrottaglie- che mi ero meritato la partecipazione ai mondiali». Il presidente Pulpito ha voluto chiedere alla Vinci se avesse recuperato parte dei trofei che le hanno rubato.«No, purtroppo –ha ribadito la tennista- molti mi sono stati ridati in considerazione che mi sono stati rubati, ma ovviamente non è la stessa cosa».