La Circonvallazione (finalmente) entro il 2019

Politica & Diritti

Intervista a Francesco Valente su un’opera che cambierà il destino della città

Benedetta, lungamente attesa circonvallazione: cruccio eterno e irrisolto di amministratori e popolazione. Oggi ne parliamo con Francesco Valente, medico veterinario castellanese da 20 anni, con la passione per la cosa pubblica, al momento Consigliere di maggioranza e vice presidente del Consiglio, nella coalizione Centro Civico, guidata dal sindaco Francesco De Ruvo, in quota Democratici per Castellana Grotte.

Dottor Valente, quando nasce la circonvallazione di Castellana?

È stato un parto difficile dopo una lunghissima gravidanza. Utilizzata a piacimento dei candidati sindaco da 50 anni a questa parte per imbonire le folle e carpirne il consenso assieme a molte alte promesse. La circonvallazione nasce realmente con lo stanziamento provinciale di 1,5 milioni di euro durante il governo di Vincenzo Divella. Prima pietra, provocatoria, nei confronti di una Regione sino ad allora disinteressata alla questione.

E poi?

L’avv. Fabiano Amati, nel 2011, assessore alla viabilità regionale, produce un bando, denominato “Strada Facendo” al quale Castellana partecipa con un progetto provinciale. Che si classifica utilmente ottenendo l’accesso a 4,5 milioni d euro a fondo perduto. Ed è l’inizio della telenovela.

Una telenovela. Ci spieghi meglio

Certo. Una telenovela nella quale la Regione ha dovuto prima assegnare e poi proteggere gli stanziamenti per Castellana, trascurati dalla amministrazione comunale precedente, che avrebbe voluto dirottarli sulla bretella, inutile, esistente tra via Monopoli e via Polignano. Cosa ovviamente non possibile per non incorrere in ricorsi a tema “distrazione di fondi pubblici” da parte di qualche Comune nei primi posti non utili della graduatoria del bando regionale.

Poi la svolta. Il PD di Castellana, lei, il suo direttivo e l’assessore regionale Giovanni Giannini

Per la verità dal 2011 ad oggi, tutto il centrosinistra castellanese si è interessato alla cosa. Nel 2011 c’eravamo io e Raffaele De Leonardis. Poi, assieme, si aggiunsero anche Emanuele Caputo, Vito D’Alesssandro, Domenico Bulzacchelli. Ovviamente il tutto coadiuvato e assistito dal sapiente sguardo dell’ormai on. Ubaldo Pagano, che da castellanese doc e segretario provinciale del PD, ha sempre seguito la faccenda interessandosi in prima persona.

Il tavolo delle concertazioni si è intensificato tra il 2014 e il 2017, con svariate riunioni presso l’assessorato regionale, con la compartecipazione della Sovrintendenza ai Beni Paesaggistici, che non pochi ostacoli ha creato nel tempo, per fortuna appianati con la saggia intermediazione dell’assessore regionale Giannini. Unico assente al tavolo per molto e molto tempo, il Comune di Castellana Grotte, poi presentatosi al tavolo con l’ex sindaco Tricase, dopo nostra opera di convincimento. Fosse stato per l’amministrazione comunale passata avremmo perso quei fondi regionali già dall’estate del 2016. Ora per fortuna sono stati inglobati nel bilancio regionale e tolti da scadenza. Ma vanno utilizzati prestissimo!

Chi altro ha avuto un ruolo importante?

Il Consigliere e assessore Metropolitano Pasquale Longobardi, che – di grande esperienza politica, nonostante la giovane età – è il collante tra l’amministrazione comunale e l’Area Metropolitana e sta, assieme a noi, vigilando sulle procedure a bando per il progetto definitivo ed esecutivo nonché per la valutazione geologica, obbligatoria, del territorio interessato dalla progettazione.

Quali sono i tempi di realizzazione? Come sarà l’opera?

Entro poche settimane sarà approntato il bando di gara per la progettazione definitiva ed esecutiva. Poi si passerà all’assegnazione dei lavori. Entro il 2019 dovrebbe essere posta la prima pietra dell’opera che prevede anche il recupero di diversi chilometri delle oramai scomparse “vie Francigene”, destinate a ruolo ciclopedonale. Un’opera che cambierà il destino del paese dal punto di vista della salute pubblica e della viabilità.

Come ci si sente ad aver reso realtà quella che sembrava, da sempre, una eterna promessa elettorale?

Bene. Dà l’idea personale di non aver sprecato il tempo inutilmente. Dà l’idea che la politica, se fatta con amore e dedizione, è una cosa meravigliosa. E dà l’idea che in politica c’è tanta brava gente competente e disinteressata, sminuendo quello che è il vento di antipolitica utilizzato solo per meri interessi propagandistici.

Giovanni Mongelli