Suono e poesia: con Smaldone la vera essenza della magia!

Cultura & Società

ALTAMURA – Claustro Fratelli Salvatore, nel borgo antico di Altamura, per una sera si presta a far da cornice ad un’atmosfera magica impregnata di luci, suoni, colori e poesia.

“Io vivo,confessione di un poeta” è il titolo dello spettacolo che vede il poeta nonché scrittore Bartolomeo Smaldone ripercorrere il suo cammino poetico cominciato circa trent’anni fa attraverso una selezione di poesie, altresì inedite, dallo stesso decantate.

Il tutto accompagnato da note musicali di una purezza tale da rendere leggiadro ogni verso che, con la sua delicatezza, fornisce inevitabilmente per colpire l’attento e già sognante ascoltatore.

Dopo anni di affettuose sollecitazioni da parte di amici e ammiratori, Smaldone finalmente                  “si concede” ponendo in essere per la prima volta nella sua città, uno spettacolo che non potrà non restare indelebile nel cuore dei numerosissimi presenti ed estimatori della sua vasta produzione poetica.

Paesaggi lunari, campi di avena, rose ferite, onde che si infrangono, occhi immersi tra i segreti del mare: protagonista assoluto dello spettacolo è la parola che, in maniera egregia, cerca di assolvere il suo compito ovvero restituire alla poesia il legittimo diritto di sedere sul trono della vita.

“La poesia dovrebbe sempre tentare di celebrare il potenziale espresso ed esprimibile della parola. È una stella che mette davanti alla coscienza e che obbliga a farne i conti con essa” afferma Smaldone.

Alla domanda sul perché della scelta in merito al connubio suono-poesia, sostiene che “suono e parola appartengono alla stessa materia, si compensano, sono movimento e produzione d’immagine poiché la poesia è un’arte visiva e musicale”.

Ad ogni intermezzo armonioso previsto, Smaldone propone una coppia di lettere che, alla fine dello spettacolo, come nel miglior puzzle che si rispetti, nella sua interezza mostra la scritta LE COSE ACCADONO.

Ciò al fine di sottolineare maggiormente ed ancor più visivamente, quanto la vita possa riservare ed essere, pertanto, una continua fonte d’ispirazione indissolubilmente legata all’arte evocativa ossia alla poesia ed alla sua indiscussa magia.

Annalisa Facendola