“Effetti” della legge elettorale

Politica & Diritti

Allo stato attuale, non è facile identificare chi potrebbe tener salda la leva del comando. Chi è “contro” l’abbinata 5 Stelle/Lega esca allo scoperto, anche per evitare il ruolo di una sterile opposizione. Insomma, il Presidente del Consiglio non potendo trovare nuovi alleati. Cerca di compattare gli attuali.

Forse, intende rifondare una formazione politica per il futuro, ma senza rinunciare a certe aperture col passato. Non ci sono più i presupposti di “scavalcamento” che preoccupavano il centro/sinistra. Oggi, su una realtà possiamo contare ed è quella di un centro/destra “puntellato”.Vale a dire non diviso ideologicamente. Almeno secondo noi.

Questo nell’immediato. Differente è il nostro sentore se si ragiona a medio termine. Scontato che la prossima Legislatura è ancora tutta da focalizzare, riteniamo che non ci sarà più un “braccio di forza” tra chi intenderà governare il Paese e chi l’ha governato. Nomi nuovi non ce ne sono ed i vecchi non godono più della fiducia dell’elettorato. Non solo per la rovinosa caduta economica, ma anche per i chiari segnali d’opportunismo che tutti i partiti non sono riesciti a nascondere.

Gli uomini del Partito Democratico (PD) si trovano, ora, nelle condizioni più sfavorevoli. Ci sono, però, alleanze con partiti che, per la loro natura, non avrebbero avuto possibilità d’entrare nella stanza dei bottoni. Tra i meno compromessi, ci potrebbero essere uomini “nuovi” spasmodicamente ricercati a destra e a sinistra.

 Il centro, per ora, rimane in una posizione di parziale indipendenza. A nostro avviso, l’importante è che l’Italia sia messa nelle condizioni di riprendersi senza altri traumi. Anche perché, ma non è la prima volta che lo scriviamo, siamo infiacchiti da promesse disattese, da programmi non rispettati, della mancanza di possibili alleanze nel nome della stabilità. Ma, soprattutto, siamo amareggiati per la scarsa considerazione politica per i nostri Connazionali oltre confine. Quasi che i milioni d’italiani nel mondo non costituiscano parte integrale dell’organizzazione sociale nazionale. Vivere altrove non è una colpa e se le radici italiane ci sono, non possono essere ridimensionate.

 Le responsabilità politiche non pagano se non al momento del voto. Su quest’assioma non ci sono dubbi, né alternative. Dato che non si è riusciti a conservare ciò che necessita, saranno in grado di farlo i futuri contendenti? Un interrogativo che ci siamo posti e che poniamo a chi ci legge. La Penisola non ha bisogno di nuovi espedienti, né di programmi impercorribili.

 Avere ottenuto la fiducia parlamentare è stata un’impresa che, che aveva trovato impreparato questo Potere Legislativo. Anche perché, il “gioco” delle parti restava ancora imprudente. Siamo, però, disponibili a un confronto con altre spiegazioni che potranno trovare ospitalità su questo quotidiano internazionale. Risponderemo.

Giorgio Brignola